Una stanza tutta per sé

The London diary & other adventures

Bordeaux – Diario di viaggio

Quando vivi in un luogo a lungo, diventi cieco perché non osservi più nulla. Io viaggio per non diventare cieco.
(Josef Koudelka)

In passato ho viaggiato in solitaria alcune volte.
Ho visitato Parigi in compagnia di me stessa e lo stesso vale per Dover e Canterbury, eppure erano alcuni anni che non mi sentivo a mio agio all’idea di preparare la valigia e di passare 3 o 4 giorni da sola.
Per la prima volta, qualche settimana fa, mi sono sentita nuovamente pronta, e così ho prenotato un volo per Bordeaux, senza sapere esattamente che cosa aspettarmi da questa città.

Avrei potuto scegliere altre destinazioni, ma è stata una decisione presa talmente in fretta e spontaneamente che mi sono buttata sulla città che a pelle mi ispirava di più.
Ed ho fatto la scelta migliore 🙂

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Bordeaux è una città colma di storia, un punto di incontro di varie culture, il cui centro storico è patrimonio dell’UNESCO dal 2007, e mi è bastata una breve passeggiata per capirne il motivo.

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Il centro storico è meraviglioso, e nonostante parecchi non siano stati ancora rinnovati o ristrutturati, penso sia stato proprio quello a regalare un’atmosfera magica alla città.
Per il mio soggiorno ho affittato una camera trovata su Airbnb in zona St. Michel, un quartiere vivace ed in pieno centro storico; tutte le attrazioni turistiche principali si trovavano a meno di 10 minuti di passeggiata da casa, il che ha reso tutti gli spostamenti molto facili e sopratutto economici.

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In quattro giorni ho avuto modo di visitare i luoghi più caratteristici della città, ma mi sono anche concessa del tempo per testare qualche ristorantino interessante, sedermi su una panchina ad osservare la gente o sedermi in un caffè per scambiare due chiacchiere col barista ed avere qualche informazione in più sulla città e su che cosa i giovani abitanti fanno nel loro tempo libero.

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Vivere una città da turista è molto diverso che viverla da abitante e purtroppo in quattro giorni non è chiaramente possibile riuscire ad apprendere a pieno tutte le sue sfumature. Proprio per questo motivo quando viaggio spesso mi ritrovo a dover scegliere tra visitare un museo o passeggiare tutto il pomeriggio per le vie della città, fermarmi nei negozietti e chiacchierare con la gente.

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Prima di partire ho modificato il mio itinerario una marea di volte, sempre nell’incertezza di avere o meno abbastanza tempo da poter dedicare ad ogni attrazione.
Inutile dire che anche la versione finale che avevo compilato la mattina stessa sul volo di andata è stata largamente riarrangiata in base ad imprevisti vari ed eventuali.

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Dopo essere atterrata lunedì mattina ho raggiunto casa nel primo pomeriggio, ho lasciato i bagagli e sono andata a visitare la basilica di St. Michel e la Flèche, dopodiché ho passeggiato per 10 minuti ed ho raggiunto la chiesa di St. Croix.

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La sera invece mi sono concessa una piacevole cenetta a Le Petit Commerce, uno tra i migliori ristoranti di Bordeaux ad un budget abbordabile e poi ho fatto una passeggiata nel centro storico.

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Martedì mattina la mia prima tappa è stata un caffè carinissimo nel centro storico, chiamato Books & Coffee e successivamente il museo di Aquitania, situato a 10 minuti di passeggiata da casa (i miei padroni di casa avevano proprio ragione).

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Durante la camminata che dal museo mi avrebbe dovuto portare alla cattedrale di St. André mi sono imbattuta in Workshop – Skate & Coffee, un altro caffè molto particolare all’interno del quale il tema principale sono ovviamente skateboard e longboard.
Qui, mi sono fermata per una breve tappa non prevista ed ho fatto una chiacchierata con il barista che mi ha suggerito una mostra di cui vi parlerò tra poco.

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Il tempo di un caffè e sono ripartita verso la cattedrale, che ovviamente era chiusa per pranzo! Così, per ingannare il tempo, mi sono concessa un’altra tappa non prevista in una tavola calda del centro storico dove ho trascorso un’oretta leggendo Siddartha (Herman Hesse), mangiando Croque-Monsieur ed osservando i passanti.

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Finito il pranzo mi sono ripresentata alle porte della cattedrale ed ho scoperto la possibilità di fare dei tour gratuiti con dei volontari e così, dopo un momento di confusione iniziale per capire in che lingua fosse meglio fare il tour, mi sono immersa nella storia e nell’arte.

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Dopo la cattedrale mi sono diretta al Grand-Théâtre, sede dell’opera nazionale di Bordeaux ed ho visitato il suo interno brevemente.

Da qui mi sono spostata verso Place des Quinconces dove ho fatto qualche fotografia al monumento ai Girondini e poi mi sono avviata verso la passeggiata lungo il fiume, i Quais, che ho percorso fino ad arrivare al Miroir de l’eau davanti a Place de la Bourse.

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Ultima tappa della giornata è stata la chiesa di St. Pierre, che si affaccia su una piazza carinissima e piena di baretti simpatici dove mi sono seduta a rilassarmi e a bere un buon bicchiere di vino.

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Diciamo che fino a questo punto della vacanza il mio itinerario era stato rispettato fedelmente, ma da qui in poi é stata una completa improvvisazione. Per una serie di vari motivi martedì sera mi sono ritrovata a bere birra su un prato ai lati del Miroir de l’eau e successivamente sono stata invitata ad un compleanno festeggiato sul fiume in una trattoria di pesce. Ma questa è un’altra storia…

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Così come martedì sera, anche la giornata di mercoledì è stata completamente vissuta all’insegna della spontaneità! Non a caso sono finita nell’unico luogo che non avevo minimamente considerato prima di partire, e cioè La Cité du Vin.

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La Cité du Vin è un museo meraviglioso interamente dedicato al vino, dalle sue origini fino ai più avanzati metodi di coltivazione e lavorazione della vite. Nonostante il biglietto non sia propriamente economico (20 euro) ne vale decisamente la pena. Incluso nel biglietto avrete l’audio guida interattiva, l’accesso alla biblioteca del primo piano, tutta la visita guidata del secondo piano e una breve degustazione di vino all’ottavo piano dove potrete godere di una vista meravigliosa di Bordeaux.

Nel pomeriggio invece mi sono recata alla famosa mostra che il mio amico barista mi aveva suggerito.
Sfortunatamente, a parte Parigi e Marsiglia la mia conoscenza della terra francese è molto limitata, eppure, anche nei miei viaggi precedenti, ho sempre notato una forte tendenza da parte dei giovani all’apprezzamento della street art e della cultura hip hop in generale .
A Bordeaux 3/4 dei ragazzi che ho visto nel centro storico si spostano in skateboard o longboard, ed esiste un’esibizione gratuita interamente dedicata al writing ed alle forme di arte urbana.
Expo Transfert #6 si estende su 4 piani di un edificio che si affaccia su Place Gambetta, facilissimo da raggiungere dal centro storico.
La mostra è completamente gratuita e raccoglie opere di svariati artisti.

Ho trascorso la mia ultima serata a Bordeaux in compagnia di Clèlia, Antoine (i padroni di casa) ed alcuni loro amici. Una serata molto piacevole, accompagnata da cibo giapponese cucinato da Clèlia  e innaffiata da una quantità notevole di squisito vino bianco.

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Bordeaux si è rivelata una città piena di cuore, un luogo in cui ho trovato il tempo per fermarmi a riflettere su chi sono, cosa voglio e sopratutto dove voglio andare.
Nonostante l’avessi scelta inizialmente per puro caso, ho capito subito che il caso forse non esiste.
Forse, sono stata attirata da questa città per un motivo ben preciso.
Forse avevo solo bisogno di trascorrere del tempo con me stessa.
Durante i miei quattro giorni a Bordeaux mi sono confrontata con momenti di solitudine ed introspezione, ed anche con momenti di condivisione e riscoperta.
Ho ritrovato la passione del viaggio in solitaria, ho ricominciato a vivere me stessa 🙂

Per ulteriori informazioni su Bordeaux potete dare un’occhiata qui.

ENGLISH VERSION

When you live in a place for a long time, you become blind because you do not observe anything. I travel not to go blind.
(Josef Koudelka)

In the past I traveled solo a few times.
I visited Paris by myself and the same goes for Dover and Canterbury, yet it’s been a few years since the last time I felt at ease to the idea of packing my bags and travel alone.
For the first time, a few weeks ago, I felt ready again, and so I booked a flight to Bordeaux, not knowing exactly what to expect from this city.

I could have picked other destinations, but it was such a spontaneous decision that I just chose the city that inspired me the most.
And I made the best choice 🙂

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Bordeaux is a city full of history, a meeting point for different cultures, whose historic center is a UNESCO World Heritage since 2007, and it took me just a short walk to understand why.

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The old town is stunning, and although several buildings have not yet been renewed or upgraded, there was exactly what gave a magical atmosphere to the city.
I rented a room found on Airbnb in St. Michel area, a lively and historic downtown district; all major tourist attractions were less than 10 minutes’ walk from home, which made exploration very easy and most of all cheap.

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In four days I had the chance to visit the most characteristic places in the city, but I also spent some time to test a couple of interesting restaurants, sit on a bench and watch people, or sit in a cafe to chat with the bartender and have some more information about the city and what young people do in their spare time.

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Live a town as a tourist is very different than living it as a citizen and unfortunately in four days is clearly not possible to be able to understand in depth all the history and traditions. For this reason, when I travel I often find myself having to choose between visiting a museum or stroll through the afternoon in the streets of the city, stopping in the shops and chatting with people.

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Before leaving London I changed my itinerary a lot of times, always uncertain whether I’ll have had enough time to dedicate to each place I wanted to visit.
Needless to say that the final version of the itinerary, completed on the outbound flight to Bordeaux, had been largely rearranged according to various and unexpected events.

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After being landed Monday morning I arrived at my Airbnb in the early afternoon, I left my bags and went to visit the basilica of St. Michel and la Flèche, after which I walked for 10 minutes and reached the St. Croix church.

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In the evening I treated myself to a nice dinner at Le Petit Commerce, one of the best restaurants in Bordeaux at an affordable budget and then I took a walk in the historic center.

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Tuesday morning, my first stop was a cute cafe in the old town, called Books & Coffee and after that I went to the Aquitaine Museum, located 10 minutes walk from home (my hosts were absolutely right about distances).

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Along the way from the museum to the St. André cathedral I came across Workshop – Skate & Coffee, another very special coffee shop where the main theme is obviously skateboards and longboards.
Here, I stopped for an unplanned break and I had a chat with the bartender who suggested an exhibition where I decided to go the following day.

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Just the time for a coffee and I was on my way to the cathedral, which was obviously closed for lunch! So, to pass the time, I decided to have lunch in a very picturesque diner in the old town where I spent an hour reading Siddhartha (Herman Hesse), eating Croque-Monsieur and observing the passersby.

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After lunch I went back to the cathedral’s doors and found out that volunteers were giving free tours and so, I immersed myself in history and art.

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After the cathedral, I headed to the Grand-Théâtre, the National Opera House of Bordeaux and I visited it briefly.

From there I headed to Place des Quinconces where I took some pictures of the monument to the Girondins and then I walked along the river, on the Quays, all the way up to the Miroir de l’eau in front of Place de la Bourse.

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Last stop of the day was the St. Pierre church, which overlooks a cute square full of nice little bars where I sat down to relax and drink a good glass of wine.

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Let’s say that up to this point my itinerary had been faithfully respected, but from here on everything was a complete improvisation. For a few different reasons Tuesday night I found myself drinking beer on a lawn at the sides of the Miroir de l’eau and then I was invited to a birthday celebrated on the river in a fish tavern. But that’s another story …

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Just as Tuesday evening, also on Wednesday, the day has been completely spontaneous! So spontaneous that I ended up in the only place that I didn’t fully consider when drafting my plan: La Cité du Vin.

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La Cité du Vin is a wonderful museum entirely dedicated to wine, from its origins up to the more advanced cultivation and processing methods. Although the ticket is not exactly cheap (20 euro) it’s definitely worth it. Included in the ticket you will have the audio interactive guide, access to the first floor library, the whole guided tour of the second floor and a short wine tasting on the eighth floor where you will enjoy a wonderful view of Bordeaux.

In the afternoon I went to the exhibition that the barista at the Workshop had suggested on the previous day.
Unfortunately, apart from Paris and Marseille my knowledge of the French land is very limited, and yet, even in my previous trips, I always noticed a strong tendency from young people to the appreciation of street art and hip hop culture in general.
In Bordeaux pretty much all of the guys I’ve seen in the historical center uses skateboards or longboards, and there is an exhibition dedicated entirely to the street art and other forms of urban art.
Transfert Expo # 6 covers four floors of a building that overlooks Place Gambetta, extremely easy to reach from the historic center.
The exhibition is free and contains works of various artists.

I spent my last evening in Bordeaux in Clèlia company, Antoine (the hosts) and some of their friends. I had a very enjoyable evening, accompanied by Japanese food cooked by Clelia and watered by a substantial amount of exquisite white wine.

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Bordeaux proved to be an amazing city, a place where I found the time to stop and think about who I am, what I want and especially where I want to go.
Although I had originally chosen it by chance, I quickly realized that chances might not exist.
Perhaps, I was drawn to this city for a reason.
Maybe I just needed to spend time with myself.
During my four days in Bordeaux I faced moments of solitude and introspection, and also moments of sharing and rediscovery.
I found the passion of traveling solo, and started to live again myself 🙂

For more information about Bordeaux you can take a look here.

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