Una stanza tutta per sé

The London diary & other adventures

Viaggiare ed imparare: cos’ho messo in valigia durante il mio ultimo viaggio

The London DiaryNella via davanti a casa mia c’è un piccolo caffè. Vivo qui da cinque, e dico cinque anni, eppure l’ho scoperto solo ed unicamente grazie al mio viaggio a Berlino.
E’ un locale microscopico, letteralmente un buco nel muro: nel retro si trova uno dei più antichi tappezzieri del sud di Londra e dalla vetrina del caffè si può vedere Burgess Park, dove vado in estate a fare delle lunghe passeggiate. Vivo in questa casa da 5 anni, eppure non l’avevo mai notato, non mi ci era mai caduto l’occhio. Forse perché non ho mai voluto vedere.

I viaggi possono racchiudere una marea di significati, di ricordi, possono trasmetterci una quantità infinita di insegnamenti se solo siamo in grado di aprire gli occhi, osservare e farli nostri. Nelle prime settimane di gennaio ho avuto la fortuna di trascorrere alcuni giorni in viaggio, lontana da Londra e dalla sua frenesia; ho trascorso 4 giorni a Copenaghen e subito dopo 4 giorni a Berlino. Due viaggi molto diversi, vissuti in compagnia di persone molto diverse, ma che mi hanno trasmesso una miriade di insegnamenti. Questi sono quelli più importanti che porterò con me per sempre.

1) Get involved: raggiungere la consapevolezza di aver “sprecato” alcuni viaggi osservando ciò che mi si poneva davanti come uno spettatore mi ha intristito parecchio. Durante il mio viaggio a Berlino una persona mi ha spesso spronato a mettermi in gioco, a buttarmi nell’esperienza, nei colori, nelle luci, in tutto ciò che rende una città QUELLA città e non un’altra. Ho imparato che riconoscere i tratti fondamentali di una città ha dato un senso fondamentale al viaggio. Semplificando il concetto con un esempio di vita reale: ci sono due modi per conoscere chi ci circonda, possiamo decidere di non esporci e di restare nella superficie della personalità di chi ci sta di fronte o possiamo scavare più a fondo e condividere pensieri e parole che vadano oltre, possiamo decidere di parlare del tempo oppure di aneddoti, di esperienze, di ricordi e di passioni. Ogni luogo ha una personalità, visitarlo senza tentare quantomeno di percepirne l’essenza toglie al viaggio tutto il suo significato primordiale.

2) La curiosità è fonte di felicità: nell’ultimo anno e mezzo ho messo Londra nel dimenticatoio, ho iniziato a viverla come cinque anni fa vivevo la mia piccola cittadina in Italia, senza curiosità, senza spirito di esplorazione, senza guardarmi intorno e ricercare i dettagli, senza cercare nuovi luoghi, conoscere nuove persone, osservare nuovi volti ed apprezzare nuove sfumature. Mi ero arenata, arenata pesantemente. Mi accontentavo di andare nel solito pub tutte le settimane e di cenare ogni tanto nei soliti 2 ristoranti che avevo testato più e più volte; niente mostre, niente musei, niente di niente che mi tirasse fuori dal circolo vizioso che era diventata la mia vita. Durante il mio viaggio ho trascorso 10 giorni saltando da un luogo all’altro, da un caffè ad una piazza, da un ristorante ad un museo, ed al mio ritorno mi sentivo come se mi avessero riempito i polmoni di ossigeno, di aria nuova e pura. Negli ultimi 10 giorni ho scoperto più luoghi nuovi che negli ultimi 10 mesi, e questo mi rende felice. Sto riscoprendo Londra, mi sto innamorando nuovamente di lei partendo dalle basi, esplorando ciò che sta intorno a me, sto cercando di mantenere lo stesso spirito e la stessa mentalità che durante i giorni di viaggio mi ha spronato.

3) Ognuno dei cinque sensi ha un’importanza fondamentale: se vi chiedessi quale dei cinque sensi è il più importante, fondamentale, per voi.. cosa rispondereste? Mi sono soffermata più e più volte dopo il mio rientro da questo viaggio a riflettere su questo dilemma, nato dal fatto che ho avuto modo di trascorrere del tempo una persona incapace di percepire ogni tipo di odore. Da quando sono tornata a Londra non riesco a fare a meno di concentrarmi su tutti gli odori che ho la fortuna di poter percepire: il caffè caldo al mattino, il pane appena sfornato, un fiore, il bucato steso ad asciugare, l’odore di mia madre, il gelsomino, l’odore delle strade di Londra. L’aroma, la fragranza di ciò che mi circonda mi ricorda luoghi, attimi, persone a me care.. e non sempre un odore richiama ricordi positivi, a volte mi provoca tristezza o malinconia. Ma che vita sarebbe senza tutte queste emozioni?

4) Conoscersi è amarsi di più: questo viaggio ha scoperchiato il vaso di Pandora che conteneva tutte le mie emozioni, le mie paure, i miei limiti e le mie debolezze. Mi sono dovuta confrontare con tutto ciò che credevo mi facesse sentire debole e, guarda un po’, mi sono riscoperta in tutti quei piccoli dettagli che in realtà non mi rendono una persona debole come credevo, bensì umana. Nell’ultimo anno ho dovuto lavorare molto su questo mio difetto, la mia incapacità di accettare il fatto che soffrire è normale, è parte della vita, riuscendo a vivere tutte le emozioni a 360 gradi. Ho imparato a capire cosa mi piace e cosa no sul serio, lasciando da parte il “dovere” e concentrandomi di più sul piacere, imparando a dire di no quando desidero dire “no” e ad essere felice quando invece desidero dire “sì”. Dettagli che mi sembravano insignificanti e che ora significano tutto.

5) Vivere nel momento accettando ciò che si prova: ho pianto tanto durante questo viaggio, ho pianto tanto ed ho pianto forte, ma rifarei tutto ciò che ho fatto, rivivrei tutte le mie emozioni esattamente come si sono presentate. In un altro momento della mia vita probabilmente avrei reagito in maniera completamente diversa, avrei sorriso ed avrei vissuto tutto con più leggerezza ma ORA non è il momento per vivere in quel modo. In passato mi sarei colpevolizzata, scusandomi con tutti per il mio atteggiamento, punendomi per non essere in grado di essere sempre sorridente, non accettando il fatto che il mio stato d’animo fosse diverso da come avrebbe dovuto essere, almeno secondo il mio punto di vista. La realtà è che imparare ad accettare il proprio stato d’animo è uno degli elementi più importanti per viversi serenamente e per aver ben chiaro in testa in che punto del proprio percorso ci si trova. E poter andare oltre quando è il momento giusto per farlo.

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