Una stanza tutta per sé

The London diary & other adventures

Happy birthday to me

thumbFacebook mi ricorda che non scrivo. I miei amici mi ricordano che non scrivo. Pure WordPress mi ricorda che non scrivo. Da troppo, troppo tempo. Allora mi son detta che forse è il caso di ricominciare, a piccoli passi, ma di provare a ricominciare.

La mente umana è strana, molto strana. Ho avuto modo di constatarlo sulla mia pelle negli ultimi 8 mesi della mia vita, che si sono rivelati i più difficili, i più complicati da anni a questa parte.

Forse riprendere in mano la tastiera in giorno del mio compleanno potrà sembrare un atto simbolico, un modo per sottolineare ancora di più che è trascorso il tempo necessario e che ora sono più matura, sono più pronta a rimettermi in gioco.

La realtà è che ho paura, tanta quanta ne avevo prima e forse meno di quanta ne avrò domani, ma da qualche parte si dovrà pure iniziare no?

Scrivere è un po’ come nuotare, andare in bicicletta: una volta che hai imparato lo sai fare per tutta la vita. Ma la resistenza e la qualità del movimento arrivano solo dall’allenamento, così come per chi scrive la facilità nel mettere i propri pensieri nero su bianco arriva solo con la costanza. Almeno, per me funziona così. Trascrivere le proprie emozioni, le proprie sensazioni, il disagio o l’allegria non è cosa semplice, e negli ultimi 8 mesi non è stata una delle attività che ho sviluppato. Sbagliando.

Se elencassi tutti gli errori che ho fatto da gennaio a questa parte la lista sarebbe bella cicciottella, me ne rendo conto. Ma oramai ci siamo dentro quindi continuare a tirarsi la zappa sui piedi di certo non aiuta. Aiuta invece capire dove si ha sbagliato e cosa si può migliorare.

Che Londra sia una città molto intensa l’ho sempre sottolineato, fin dall’inizio. La cosa che non ho mai sottolineato, e forse mai nemmeno capito fino in fondo, è che la mia attitudine suoi e nei miei confronti era una parte fondamentale della mia stabilità, sia fisica che mentale.

Forse avrei dovuto amarmi tanto quanto amo Londra, dimostrare a me stessa il rispetto e la considerazione giusta, prendere i miei spazi e le mie decisioni mantenendo me stessa come punto centrale. Non gli altri.

La verità è che mi sono annullata per talmente tanto tempo che sono arrivata al punto di non ricordarmi più di me, di chi sono, di cosa voglio ma sopratutto che posso volere qualcosa che renda felice me prima di rendere felice gli altri. Che detto così sembra una cosa semplice, è il metterla in pratica che mi ha sempre creato un sacco di problemi.

Ti laurei, trovi un lavoro full time a tempo indeterminato in un settore che in un paese come il Regno Unito non può fallire, porti a casa tutti i mesi lo stipendio, dimentichi la danza, dimentichi la scrittura, dimentichi la musica, dimentichi tutto quello che potrebbe essere una distrazione sul percorso verso la creazione dell’esistenza più stabile del mondo, quella che i tuoi genitori vogliono da sempre, quella che ti porterà di certo ad essere un individuo soddisfatto (almeno così hanno tentato di inculcarmi nel cervello per tutta la vita).

Ed invece vai in esaurimento.

Non riesci più a prendere la metropolitana, non riesci più a stare da solo ma allo stesso tempo ti infastidisce anche stare con gli altri, ogni emozione viene vissuta al cubo, come se non esistessero altro che estremi, ti senti una pallina da ping pong che rimbalza tra l’estasi e la disperazione. Fino a che la forza di sbattere di qua e di là finisce e ci si affossa piano piano nella frustrazione del non riuscire a fare più niente di ciò che si è sempre riuscito a fare.

Andare a fare la spesa diventa un impresa, uscire la mattina per andare al lavoro peggio che peggio, ti inventi tutti gli inganni per la mente possibili ed immaginabili per distrarla, per non farla ricadere nei soliti pensieri, quelli che tolgono il respiro.

Un circolo vizioso che si trascina, che non lascia alternativa. Ma la cosa più frustrante è che il respiro viene a mancare nei momenti più inaspettati, senza motivazione apparente, e ti ritrovi a maledire la tua testa perché non collabora, non ti segue più, non sono i tuoi pensieri a dipendere da te, sei tu che stai iniziando a dipendere da loro, senza possibilità di controllo.

Non so perché lo sto scrivendo solo ora, non so perché ho deciso di parlarne.

Ma lo sto facendo, il giorno del mio compleanno, ed è come tentare di buttare fuori di casa un armadio pieno di cianfrusaglie pesanti e polverose: ci vuole forza ma ad un certo punto bisogna farlo. La mia testa ha bisogno di aria fresca e di luce, di spazio.

Per chi non mi conosce forse questo post non avrà molto senso, o forse lo avrà solo per quelli che almeno una volta nella vita si sono sentiti come mi sento io da qualche mese in qua. Ma è il mio compleanno, voglio stare bene, voglio iniziare a muovere l’armadio pieno di paccottiglia verso la porta e riprendere in mano la mia mente, le mie emozioni ed i miei sentimenti. Con tutti i pro ed i contro che questo comporta.

La mente umana è strana, imprevedibile.
Ma almeno per oggi me lo voglio dimenticare.

Questo è il mio regalo per me, oggi che è il mio compleanno.

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4 comments on “Happy birthday to me

  1. dmariesoleil
    8 December 2014

    Ho scoperto il tuo blog forse un po’ troppo tardi per permettermi di commentare un articolo così personale, ma giuro che ho riletto ogni post da capo per cercare di capire un po’ meglio il perchè di certe sensazioni che, ti assicuro, ti isolano solo fin quando non ti rendi conto che metà popolazione mondiale le prova.
    Ad ogni modo, volevo solo farti i complimenti: il tuo modo di scrivere e la tua storia mi hanno aiutato a capire meglio gli atteggiamenti di persone che ho intorno e hanno un trascorso molto simile al tuo, senza però la stessa capacità di comunicare a parole cosa succede nel loro cuore e nella loro mente.
    E spero di vedere presto un nuovo post 🙂

  2. claudiamoschi
    20 November 2014

    Federica, non dimenticarti di te né del tuo buon proposito. Magari non pubblichi ma continua a scrivere, sarà importante per quando starai meglio poter tornare indietro e rileggere di quando le cose non andavano bene perché ricapiterà ma saprai riconoscere i sintomi e magari riuscirai a prevenire la ricaduta. Scrivi per te stessa ma scrivi. Un abbraccio

  3. nevergiveup
    8 October 2014

    Buon compleanno a te e ricorda che hai tutto il tempo di questo mondo per riprenderti la tua vita..o quella che era prima..dai magari ora devi rivedere qualcosa..sarà cambiata e non per forza in negativo. Io sono più vecchio di te e sono ancora chiuso in un Paese ( l’ Italia ) che invece di regalarmi soddisfazioni, sta buttando me e il 99% della gente, in un abisso senza fine..e non ho neppure le finte ali o un mini paracadute 🙂

  4. Angelina
    31 August 2014

    Brava Fede. Lo sai che mi piace quando scrivi. Tvb! Buon compleanno! ❤️

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