Una stanza tutta per sé

The London diary & other adventures

Herman ze German a Soho

Soho dai mille colori, Soho dai mille sapori.

E prima che vi vengano in mente battute strane fermatevi perché no, non c’è niente di malizioso dietro questa affermazione: mi riferisco solo ed unicamente ai ristoranti.
La mia passione per la sperimentazione di nuovi posticini carini dove andare a sgranocchiare qualcosa a poco prezzo non ha limiti, specialmente se al mio fianco ho persone che mi danno manforte, come la mia amica P. che come me ama esplorare i nuovi orizzonti della cucina internazionale che Londra offre.

Quindi, dopo parecchia indecisione abbiamo deciso di abbandonare per una volta i giappo/koreani/thai/vietnamiti che ci piacciono sempre tanto e ci siamo buttate su qualcosa di decisamente più esotico, almeno per la nostra concezione: Herman ze German.

photo 4Boicottare la cucina asiatica per qualcosa di diverso deve comportare un’altissima probabilità di buona riuscita, altrimenti il gioco non vale la candela, ma direi che Herman ze German ci ha proprio preso.
Il menù offre tutte specialità ciccionissime tedesche con un buon rapporto qualità prezzo, contando che si trova nel bel mezzo di Soho.

photo 3Ultimamente mi sto comportando da incosciente, e non mi rendo conto che la quantità di calorie che ingerisco dovrà pur buttarsi da qualche parte, ma in questo periodo è come se una parte di me si sentisse assolutamente immune da questo rischio e finisco sempre per buttarmi sulle bombe caloriche che il menù offre, e d’altronde… si vive una volta sola no? Ed il Ze wild Bock è una di quelle cose per cui vale assolutamente la pena di sforare la quantità di calorie giornaliere umanamente consentita.

photo 4Il locale è su due piani, quindi se quello superiore vi sembra strapieno non disperate perché c’è il basement (-1) in cui sicuramente troverete un posto a sedere, anche se manca un po’ di atmosfera dato che per una qualche strana ragione non c’è musica. Ecco, sulla scelta musicale aprirei una parentesi a parte, perché ammetto di essere rimasta spiazzata da Alanis Morisette e The Whitest boy alive, visto che in una location del genere ti aspetteresti chessò, una qualche band che ha spopolato all’Oktoberfest, ma poco male, la cena ha largamente sopperito allo scompenso musicale.

photo 2
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In una serata fredda come quella che io e P. ci siamo ritrovate a navigare sabato sera, un posto come Herman è l’ideale, almeno per la sottoscritta: la temperatura semi tropicale, le luci calde, il cibo ricco e sostanzioso aiutano senza ombra di dubbio a risollevare le sorti di una serata gelida e preparare il pancino ad un eventuale serata in un dei tanti locali di Soho.

photo 2

Per info su location, orari e manu Herman Ze German.

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This entry was posted on 2 December 2013 by and tagged , , , , , , .

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