Una stanza tutta per sé

The London diary & other adventures

The White Cross a Richmond

Week end intenso.
Molto intenso.
Se c’è una cosa che ho capito da quando ho iniziato a lavorare (il che vuol dire da poco, quindi potrei sbagliarmi), è che il tempo a disposizione in una giornata da poter dedicare ad amici e relax si dimezza, per ovvie ragioni aggiungerei.
Il che implica il fatto che nell’esatto momento in cui inizia il week end si hanno due giorni interi a disposizione per poter fare tutto ciò che durante la settimana non si ha il tempo di fare, che per me sostanzialmente vuol dire fare 3 cose:

1. Bere una quantità di pinte non ben definita il venerdì
2. Lanciarsi su una cena cinese unta e bisunta il sabato sera
3. Svenire ad un brunch/Sunday roast la domenica

Lo so, la mia vita gira fondamentalmente intorno a cibo e bevande e direi che la cosa non mi dispiace per niente; ovviamente tutto ciò viene inframezzato da eventi di vario genere e tipo, come visite a musei, lavatrici, spettacoli a teatro, fare la spesa, del sano shopping, lavare il bagno ed ovviamente un buon due ore di assoluta nulla facenza spalmata a 4 di bastoni sul divano, anche se di recente sta capitando veramente poco spesso.
La cosa più bella dell’avere la passione per questo tipo di passatempi (vedi “azzannare/tracannare”) arriva nell’esatto momento in cui hai degli amici che ti danno man forte, dunque ogni week end diventa l’occasione perfetta per provare un gastropub, un ristorante koreano, una pizzeria, una pasticceria a merenda ed un cocktail bar dopo il tutto. Insomma, ci troviamo sempre un buon motivo per mangiare come se non ci fosse un domani… d’altronde se uno lavora dovrà pur godersi un minimo la vita no? Eccerto.

Quindi… questo week end è iniziato col peggiore dei mood e ad essere sincere non è finito poi tanto meglio, ma Londra mi sa coccolare, ed il la lascio fare perché quando ce vò, ce vò.
Ho la fortuna di conoscere delle persone completamente diverse l’una dall’altra, il che implica il fatto che finisco sempre nei posti più disparati, dal Boujis a South Kensington, al Blues Bar a Oxford Circus, allo Yard a Soho… tutti posti che in comune hanno forse solo l’alcool. E me, ovviamente.

Questa settimana, per la seconda di fila, ho dovuto avere a che fare con i trasporti Londinesi per riuscire ad arrivare nella zona che in 4 anni ho frequentato di meno in assoluto: il West, vuoi perché ho sempre avuto amici dell’East di Londra, vuoi perché per me riuscire ad arrivarci è abbastanza complicato, vuoi perché mi ha sempre dato l’idea di essere un’area piena di gente snob (leggi “cara come il fuoco”), ho sempre evitato di andarci.
Settimana scorsa Wimbledon, questa settimana Richmond che……CIAO BELLI!
Partiamo dal presupposto che io vivo in uno dei quartieri meno patinati di Londra, quindi per me già solo il fatto di non vedere cartacce per strada è un segnale di civiltà non del tutto indifferente, ma Richmond è un gioiellino che non avevo ancora scoperto.

richmondSe non fosse che per arrivare in questo “gioiellino” io ci metto la bellezza di un’ora e mezza da casa mia (benedetti trasporti Londinesi), vi assicuro che ci andrei tutte le domeniche a fare colazione, se c’è il sole poi, diventa superlativo.
Il lungo Tamigi fuori Londra si trasforma in un fiumiciattolo simpatico pieno di germani e di cignetti, dove i pazzi della domenica mattina si divertono a fare canottaggio spinto e gli scoppiati ci si ritrovano a remare ancora con i postumi del sabato sera. Sempre in maniera molto composta, sia chiaro, son pur sempre inglesi.

La maggior parte delle persone che ci vivono sono professionisti sulla mezza età, evidentemente e chiaramente impaccati di soldi fin sopra i capelli, visto che un mese di affitto in questa zona, per una casa grande la metà della mia (il che significa una botola), costa più o meno quanto 3 mesi del mio. Fonti certe mi hanno confermato che Richmond, a meno che non si stia veramente bene, è decisamente inavvicinabile, detto ciò accantoniamo il sogno di una piccola mansarda alla “Ragazzo di campagna” e concentriamoci sul resto, quanto meno perché un brunch ancora ce lo possiamo permettere a differenza dell’affitto da pagare col sangue.

Il mio problema del brunch è che da una parte lo adoro, dall’altra lo odio, perché 3/4 delle volte finisco per arrivarci stracotta dal venerdì e dal sabato sera, quindi arrancando tipo zombie e mi serve una flebo di caffè per potermi riprendere. Delle uova e del pane tostato a farmi rinsavire completamente.
A sto giro ero in vena di esotico e mi sono lanciata su un fish and chips che, vi giuro, non avevo ancora mangiato in 4 anni.
Non per altro, ma sono convinta che sia uno di quei piatti che nonostante sembrino facili da cucinare in realtà, se non sono fatti bene, hanno l’effetto di una tegola in testa, li digerisci dopo 1 settimana e ti lasciano addosso una pesantezza che neanche il brasato al barolo con la polenta uncia. Fortunatamente non è stato il nostro caso.

Il The White Cross si è rivelato una grande scoperta, così come la passeggiata che costeggia tutto il Tamigi che offre un momento di relax, nonché di ripiglio dal pranzo della domenica e dalle troppe birre del week end.

The White Cross

The White Cross

The White CrossLa cosa più bella di Richmond però sono i dettagli, il modo in cui sono tagliate le siepi, le barche attraccate al molo, il colore dei fiori delle aiuole, le casette che si affacciano sul fiume, la tranquillità che si respira nell’aria e che ogni tanto serve per staccare da Londra e dal delirio che si porta dietro.
In una giornata come quella di oggi è stata una mano santa, che mi ha aiutato a ritrovare un po’ di filo logico fra i pensieri che mi ballano per la testa e che come sempre faccio fatica a gestire, manco avessi dei criceti impazziti che ballano la samba al posto del cervello.

Nuovi obiettivi, nuovi percorsi, nuove sfide, ma sopratutto, anzi, PRIMA di tutto delle nuove risposte che so, ne sono convinta, arriveranno. L’unica cosa da riuscire ad imbroccare bene sono le domande però, che ancora sono un po’ annebbiate fra le pinte del venerdì, il vino di sabato e la camomilla della domenica sera che spero laverà via la confusione che mi porto dentro.

E rimango con questa immagine, che volendo potrebbe essere considerata quasi una metafora di vita dagli scoppiati come me.
Il bello e la meraviglia ci sono, esistono, sono reali.
Spesso separati da noi da ponti traballanti o nascosti da muri e siepi.
Ma esistono e aspettano solo di essere trovarti, con un po’ di spirito di scoperta e capacità di guardare oltre alle barriere che la vita ci mette davanti.
Ed una volta trovati sei a metà del percorso, dopo manca solo la chiave giusta per trasformare le barriere in varchi.
Ma quella è tutta un’altra storia.

Richmond

Advertisements

7 comments on “The White Cross a Richmond

  1. Giuliana
    7 October 2013

    Mi fai venire una nostalgia di Londra, con questi post!…
    Pensa che per un breve periodo ho lavorato in un pub di Londra (The Dickens Tavern a Paddington) e ogni tanto mi sbattevano in cucina, dove ho scoperto i segreti del fish & chips: altro non è che una pastella a base di birra e farina, seguita da un’allegra frittura. A Richmond non credo di esserci mai stata, mi sa che dovrò tornare a Londra solo solo per rimediare a questa mancanza 😉
    Ma tu, per curiosità, in che zona abiti?

    • Federica
      7 October 2013

      Torna presto allora! Richmond è assolutamente da vedere 🙂 io abito a Camberwell, conosci? Vicino ad Elephant and castle! 🙂

      • Giuliana
        7 October 2013

        Elephant and Castle se non ricordo male è a sud, alla fine o quasi di una delle linee della metro, o sbaglio?
        Io abitavo a Streatham Common North, zona 3 a sud, vicino Brixton. Bella zona, tranquilla e non troppo cara 🙂

      • Federica
        7 October 2013

        Si esatto, proprio lì! A Stretham ci sono stata un paio di volte, ho degli amici che abitano lì 🙂

  2. lauryn77
    7 October 2013

    fantastico 🙂 mi hai fatto sognare. però fattelo dire: non si vive a Londra senza aver assaggiato un fish and chips fatto sul Tamigi XD

    • Federica
      7 October 2013

      Ahahahah mea culpa! Avevo sempre paura di prendere una sola, allora evitavo XD sono stata fortunata questa volta 🙂

  3. the LondonHer
    7 October 2013

    Adoro questo pub di Richmond! Sicuramente il mio preferito!
    E indubbiamente adoro Richmond..ci farò un salto presto, con i colori dell’autunno il suo parco sarà uno spettacolo!

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

Social

On Twitter

%d bloggers like this: