Una stanza tutta per sé

The London diary & other adventures

Embankment by night

Embankment by nightSono scesa ad Embankment.
Il bello di vivere a Londra da così tanto tempo è che, arrivata ad un certo punto, sai esattamente qual’è la strada migliore per tornare a casa in base all’umore che ti piglia in un determinato momento. Per me il lungo Tamigi rimane sempre la soluzione migliore, a qualsiasi ora del giorno e della notte, al tramonto raggiunge il top.

Alle 23.45 c’è ancora movimento, nonostante sia tardi e nonostante sia martedì, ci sono ancora un po’ di persone ad affollare i ponti davanti al National Theatre.
Non mi serve molto tempo per capire che praticamente tutte le persone che mi circondano sono in coppia, o in gruppetti da tre o quattro persone… sono l’unica anima solitaria, ma non c’è da sorprendersi: Londra in questo momento è all’apice del romanticismo con tutte le sue luci e le increspature del Tamigi, chi si sognerebbe di lanciarcisi solo? La sottoscritta ovviamente.

Fa frescolino, ma nonostante ciò la vista della cupola di Saint Paul e le luci del National Theatre mi scaldano la pancia, le braccia, le gambe, mentre il mio lettore mp3 è impazzito, come sempre, e mi propone le canzoni più giuste… o forse sbagliate? Chi può dirlo.
Due coppie si incrociano davanti a me, una che va ed una che viene verso di me, mano per mano nella notte londinese, mentre io affondo sempre di più le mie nelle tasche con la malinconia che sale a tratti, anche se cerco di ricacciarla giù.
Sto camminando per inerzia, non so neanche io dove le trovo le forze, forse nei due spritz e due Guinness che mi sono scolata a stomaco vuoto, benzina per le gambe e per il cuore. Mancherebbe solo qualcuno che gli desse fuoco, poi sai che bel falò in questa notte troppo asciutta per poter essere davvero inglese.

Non ci sono nuvole ma non si vedono stelle, troppe luci qua intorno per poter dare spazio anche a loro.
Scendo i gradini, mi butto lungo il fiume, costeggio le giostre ai piedi dei Golden Jubilee Bridges e mi fermo per un attimo a guardare il Tamigi mentre qualche turista sconvolto dalla scarpinata della giornata sta arrancando verso il proprio albergo.
Si riconoscono, i turisti: tutti con una macchina fotografica al collo, sacchetti di Harrods o di Madame Tussauds e quella camminata trascinata, ma più che giustificata, dopo 12 ore trotterellando in giro per la capitale.
Cammino verso il London Eye, ripensando a tutto ciò di cui ho conversato stasera con i miei amici, progetti futuri, batoste amorose, sentimentalismi vari ed eventuali e non posso fare a meno di dirmi che ognuno, in qualsiasi parte del mondo esso viva, dovrebbe avere un porto al quale attraccare nei momenti di tempesta, un angolo di città tutto suo, vergine, incontaminato da ricordi tristi ed oscuri.
C’è un gruppo di ragazzini di colore che parlano ad alta voce seduti ad una panchina, una coppia di ragazzi ebrei che osserva la facciata del County Hall, una famiglia indiana che cammina poco avanti a me, sollevo gli occhi e lo vedo, il London Eye sopra di me, che mi illumina di luce blu… e non posso fare a meno di sorridere.
Nonostante mi trovi in un limbo esistenziale questo luogo mi dà sempre un motivo per essere felice, mentre cammino fra persone che arrivano dagli angoli più disparati del mondo, portando con sé valige piene di ricordi e di esperienze.
Suona la mezzanotte, sento le campane in cima al Big Ben che mi ricordano che un altro giorno è terminato ed un altro è appena iniziato, spegniamo le luci, sbaracca tutto e via a casa, che tra poche ore si ricomincia nel marasma.

Non so perché ma ogni volta che sento le campane suonare mi immagino una versione inglese di Quasimodo che zompetta fra una campana e l’altra, tirando corde a casaccio e creando melodie meravigliose.. sarà l’ora, saranno le due Guinness, ma questa volta questo viaggio mentale si protrae più del solito, mentre mi affaccio verso il fiume e guardo i colori riflessi.

Non sono triste, non sono felice, forse sono serena ma sento la mancanza di qualcuno, difficile dire chi però.
Parlando con una mia amica poco prima di partire mi ha offerto una perla di riflessione, una sera, dicendomi che non sempre ci manca qualcuno di definito, non sempre sappiamo esattamente chi ci manchi e perché.
Percepire la mancanza di qualcuno che non è ancora arrivato, ma che da qualche parte del globo esiste, vive, respira e ama esattamente come me è triste, certo, ma mi fa riflettere sul fatto che così come esiste lui allora esiste la possibilità che un giorno, non so come né quando, le nostre vite si incroceranno.

C’è chi dice che quando due anime fatte su misura l’una per l’altra si incontrano ce ne si accorge immediatamente, senza nessun dubbio, senza vacillare, senza porsi domande inutili: succede e lo si capisce al volo.
Io non so se sia veramente così, non mi è mai capitato, eppure questo pensiero è rimasto nella mia mente dal momento in cui l’ho sentito pronunciare a voce alta.
Mi è rimasto dentro, anche questa notte, mentre continuo a camminare verso casa sotto i ponti di Londra e come sempre arriva la canzone giusta nel momento giusto, senza che sia stata cercata ne richiesta, il riassunto completo dei miei pensieri.

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8 comments on “Embankment by night

  1. lauryn77
    8 August 2013

    fantastico…anche io più di 10 anni fa facevo di questi pensieri, e la mia anima gemella era già bella e pronta e confezionata per me…non siamo anime perfette, né spesso la metà è perfettamente combaciante, ma sì, lo capisci quando l’hai trovata. gira che ti rigira, arriva 🙂

  2. Anthea
    7 August 2013

    ciao fede…ke bello leggerti!!!!
    londra è fantasticamente unica…ci ritornero’ presto – NN VEDO L’ONDRA 😀

    un saluto.

    • Federica
      7 August 2013

      Ciao cara, grazie mille!!
      A prestissimo allora!!
      😉

  3. Ilaria
    7 August 2013

    Come te vivo a Londra, sebbene da molto meno tempo, e conosco perfettamente quel senso di solitudine…Amo questa città incondizionatamente. Ho vissuto qui l’anno passato per due mesi e dal mio ritorno in Italia non ho fatto altro che tentare di tornarci…alla fine ce l’ho fatta ed il 6 aprile sono nuovamente approdata in questo luogo da sogno. Nonostante tutto ciò, nonostante provi per lei un sentimento paragonabile a quello che si può provare per una persona, a volte, spesso, mi sento sola…sarà perchè lo scegliere di stare a Londra mi è costato allontanarmi dal mio lui, sarà perchè le mie amiche abitano dalla parte opposta della città, sarà perchè ogni volta che torno a casa sento la mancanza della mia famiglia…non so cosa è…so che accade…e il mio posto di serenità, quello dove dimentico tutto e la sensazione di malinconia passa è Tower Bridge…ed anche a me si scalda l’anima e il cuore!

    • Federica
      7 August 2013

      Credo sia una condizione più comune di quanto si creda fra gli immigrati come noi… E credo che ognuno di noi abbia a Londra un angolo che ci scalda il cuore.
      È un po’ come vivere su un’altalena, con tutti i pro ed i contro che porta con sé.. Ed io non saprei vivere altrimenti 🙂

      • Ilaria
        8 August 2013

        Esattamente! Continuerò a seguire i tuoi racconti che mi ricordano cosi tanto i miei 🙂 Buona serata…e chissà che un giorno non ci si incontri ai piedi della London Eye! 😉

  4. Stefania Mansutti
    7 August 2013

    Buonasera Federica,

    letto, riletto per la seconda volta e stampato. Troppo bello!Davvero un bellissimo spaccato di te stessa. Una location favolosa.. Londra la adoro e ti “invidio” molto perch sei stata capace di fare questa scelta. Londra affascinante e misteriosa, elegante e di tendenza…. ha molti volti e infinite sfumature…. L’articolo bellissimo , scivola via e mentre lo leggi, complice anche il fatto che Londra l’ho gi visitata pi volte, come turista…. , tutto diventa reale. Cosi come per magia, attraverso le tue parole, vedo con i tuoi occhi…una Londra romantica, il Tamigi, le luci, le persone intorno, posso sentire anche i rumori, i suoni e le voci …. e percepisco la tua sensazione di solitudine o meglio la mancanza di quel qualcosa che non cosi ben definito. E’ l’amore di un uomo? oppure la voglia di creare qualcosa di importante solo per te stessa? Forse entrambe le cose. Un po’ per paura un po’ per colpa del destino …. Una fase di apatia, nulla di grave o preoccupante,…. una fase di riposo o magari di preparazione a qualcosa che arriver. Certo che arriver,se lo vorrai davvero arriver.Potrebbe arrivare in punta di piedi, in modo travolgente oppure lentamente…. A volte si deve solo avere pazienza e nel frattempo continuare a vivere o sopravvivere a seconda dei casi e ritrovare quel filo sottile tra la nostra anima e la nostra serenit. E poi sarai pronta. Personalmente l’ho provato ed una sensazione meravigliosa. Ha ragione la tua amica. Sfortunatamente l’anima di lui si fatta beffa della mia ….. ma nonostante tutto ci credo e voglio ancora credere che da qualche parte ci sia la mia anima gemella… Crederci sempre…. arrendersi mai!

    Complimenti ancora per l’articolo. very funny the immagine of Quasimodo….

    Spero di rileggerti presto. Buonanotte Stefania – Udine

    • Federica
      7 August 2013

      Buonasera a te Stefania,

      sono felice che ti sia piaciuto così tanto da volerlo addirittura stampare ^_^
      Credo che la solitudine che ho provato ieri notte sia dovuta da entrambe le cose, ma non posso esserne certa al 100% finché non arriverà una delle due e mi toglierà ogni dubbio, nel frattempo posso solo imparare a conviverci giorno dopo giorno.
      Nel frattempo Quasimodo, il Big Ben, il London Eye e tutte le luci del parlamento continueranno a scaldarmi la pancia… ed il cuore.

      Un abbraccio e buonanotte a te cara 🙂

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