Una stanza tutta per sé

The London diary & other adventures

Il punto della situazione

Dunque, facciamo il punto della situazione.

Ultimo esame dato la mattina del 31 di maggio in condizioni pietose, dopo aver dormito 3 ore, con tanto di corredo di occhiaie e borse sotto gli occhi, seguito, nel pomeriggio, da una delle conversazioni più lunghe, estenuanti, dettagliate e allo stesso tempo inutili (a distanza di quasi due mesi posso dirlo con certezza) degli ultimi quattro anni.
Una settimana, un matrimonio e due leaving party dopo, sono partita per l’Italia, ho trascorso le prime due settimane nel delirio cosmico dell’alcool e dei sorrisi dei miei pezzi di cuore, che come ogni volta mi hanno ricordato per quale motivo mi diverte sempre così tanto tornare a casa e ascoltare le loro elucubrazioni mentali per ore, ed ore, ed ore, ed ore.

Per interrompere la routine brianzola, che dopo 15 giorni ha iniziato a starmi un attimo stretta, mi sono lanciata nel marasma romano, e finalmente, alla veneranda età di 25 anni, ho visitato la mia capitale, rimanendone assolutamente affascinata e con la certezza assoluta che mai, mai nella vita ci andrei a vivere per scelta (ragionamento discutibile ma non è questo il luogo ed il momento adatto).
La cosa figa di vivere a Londra è che si incontrano un sacco di persone che arrivano da ogni dove, ed ovviamente, da brava italiana, ho conosciuto una gran quantità di romani tra cui le mie amiche Azzanna&Tracanna, compagne di sbronze epiche e pic nic ipercalorici nei parchi londinesi.

La cosa ancora più figa è che quando queste persone ritornano in patria una visitina è d’obbligo… che fai, non le vai a trovare per un saluto? Pare brutto!
Quindi via, cinque giorni di camminate interminabili, una quantità infinita di chiese visitate ed un numero non ben definito di piazze fotografate per poi tornare a Milano con la convinzione che Roma non sarebbe Roma senza obelischi, fontane e cene da 5000 calorie a botta.

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Insomma, diciamo che è stato il viaggio giusto per capire che provengo da un paese meraviglioso, pieno di tesori, di piatti squisiti e di persone solari e sorridenti ma che, nonostante tutto questo, non mi può offrire ciò di cui io ho bisogno in questo momento della mia vita.

Ho capito in pieno ciò che i miei amici mi continuano a ripetere, e cioè che l’Italia è bella finché ci vai in vacanza.

Tornata in Brianza il passaggio euforia-normalità-noia è stato abbastanza veloce, unica salvezza le serate con i miei amici a chiudere le giornate nelle quali il caldo mi toglieva il respiro: ho avuto la fortuna di approfondire amicizie che si stanno rafforzando giorno dopo giorno e al tempo stesso di allontanarmi piano piano da altre che andavano avanti per inerzia, senza un perché.

È difficile spiegare ad un emigrato come me che cosa provo ogni volta che torno in Italia e penso a Londra, figuratevi a qualcuno che invece dall’Italia non si è mai mosso: sono in Brianza e penso a Londra, sono a Londra e penso all’Italia, normale che la gente poi cominci a pensare “Ma che cavolo, deciditi!!”.
Non sempre, non continuamente, ma sapere che nei momenti di sconforto, nei quali le cose non girano come dovrebbero, esiste un posto nel mondo nel quale so per certo che potrei trovare l’abbraccio giusto al momento giusto, mi lascia sempre in bocca questa sensazione amarognola, quel bisogno costante di voler partire, di voler andare oltre, di voler cercare a tutti i costi un posto che senta mio al 100%.

Ci sono dei momenti in cui sono a Londra che questa città mi soffoca, cerco la luce, il sole, cerco il silenzio, mi tappo le orecchie con i palmi delle mani per non sentire le sirene delle ambulanze, o alzo il volume della musica al massimo per non percepire il rumore del treno mentre sono sulla metropolitana. Casa mia mi sta stretta e finisco per rifugiarmi nei miei luoghi di pace, in questa città che tante volte mi chiede più di quanto io riesca a dare.
Però poi una volta in Italia, tornata al paesello, dopo aver ricaricato le batterie, aver recuperato le energie necessarie, sento la necessità di dare, di vedere, di camminare, di scoprire ed è in quel momento che mi rendo conto che non c’è granché che mi dia la possibilità di farlo.. e allora la voglia di saltare sul primo aereo e di tornare all’isolotto si fa talmente forte che quasi non ci dormo la notte.

Dopo un mese e mezzo di permanenza nella verde campagna brianzola sotto il sole cocente, tornare al frescolino di Londra è stata la manna dal cielo, ed i nuvoloni che vedo ora dalla finestra mi sembrano dei grossi pop corn lucenti e non un materasso asfissiante come invece li vedevo a maggio.. ed ora sono qui, con una laurea in mano, mentre sistemo il CV e comincio a fare liste su liste di hotel, tour operator ed agenzie di eventi che (se tutto va bene) mi daranno la possibilità di capire che cavolo voglio fare della mia vita e sopratutto convincermi fino in fondo che tornare in Italia ora non ha assolutamente nessun senso per me.

Ho voglia di lavorare, di fare, di scrivere di più, di mettere in pratica quello che ho studiato, di trovare il mio “posto” nel mondo, anche se so che molto probabilmente questo vorrà dire continuare a fare la spola fra qui, là e chi sa dove.
Estate di riflessioni, come forse non ne ho mai avute, ed ora sono qui, guardando il London Eye e domandandomi se veramente sono in grado di capire cosa sia giusto o meno per me, o se la vita in fondo non è nient’altro che una serie di tentativi, fra spostamenti, traslochi, amici guadagnati, amici persi, cercando di trovare la sfumatura giusta in tutto ciò che ci circonda, che ci rispecchi veramente.

Difficile eh? Non provarci però sarebbe ancora peggio.

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7 comments on “Il punto della situazione

  1. richardchance84
    23 August 2013

    simpatico il blog, molto personale 🙂

  2. Pingback: Proprio l’Italia non funziona… | My place in the world

  3. lauryn77
    3 August 2013

    parole sante. posso ricondividere il tuo post su myplaceintheworld.it anche se è molto personale? fammi sapere 🙂

    • Federica
      3 August 2013

      Ma certo, dopo tutto questo è pur sempre un blog, so bene che chiunque può arrivare a leggere ciò che scrivo, quindi no problem, ripostalo pure :))

      • lauryn77
        4 August 2013

        voilà, pubblicata. http://www.myplaceintheworld.it/proprio-litalia-non-funziona/ e se posso aggiungere un mio commento, Londra da come la descrivi mi sembra persino peggio di Milano, dove vivo. Parole in cui mi sono ritrovata spesso quando vivevo in una zona meno tranquilla di questa ed ero costretta ad un lavoro “fuori casa”, mentre ora sono freelance e me ne sto nel verde e nel (quasi) silenzio. Come si diceva altrove, il proprio posto nel mondo non è perfetto, ma magari ci si adatta o lo si può moigliorare. hai peensato di trovare casa fuori Londra?

  4. Stefania Mansutti
    3 August 2013

    Ciao Federica. Finalmente ti rileggo. la prima volta che ti scrivo. Belli i tuoi articoli !!!! Mi piace come scrivi e sono Daccordo con te… E vivi in una citt meravigliosa … Anche se pi che normale avere la nostalgia del sole italiano e del cibo…!!! Sei umana e lascia che gli altri dicano…. Deciditi !!! Nn sono affari loro!!! ;-)))

    • Federica
      3 August 2013

      Ciao Stefania, felice di trovarti qui, è passato un po’ di tempo dall’ultimo post, mea culpa! ^_^ hai ragione, non sono affari degli altri, ma non posso non rendermi conto che sono molto, molto altalenante… La sindrome dell’emigrato mi ha colpito in pieno XD

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