Una stanza tutta per sé

The London diary & other adventures

Dawn

Dawn

Ho lo spirito da crocerossina, ma tu questo l’hai sempre saputo.
Hai lo spirito da eremita, ma io questo non l’ho mai voluto accettare.

Amo aiutare gli altri, fa parte di me, di ciò che sono, quindi nel bene o nel male è uno spicchio di me che mi porterò dietro tutta la vita, che mi piaccia oppure no.
Sono analitica, razionale, organizzata e diplomatica. E amo aiutare gli altri.
Mi piace rendermi utile, far stare bene chi mi circonda, rendermi partecipe nei loro problemi sperando di riuscire ad alleviarli in un modo o nell’altro.
E questo ti è sempre stato chiaro. Io, invece, sembro rendermene conto pienamente solo ora.
O meglio, solo ora sto riuscendo ad accettarmi per quella che sono, smettendo di volermi cambiare a tutti i costi per accontentare chi mi sta attorno.

Sono caratterialmente predisposta a delle grandi delusioni, perché è ovvio che chi troppo dà alla fine non stringe un bel niente.
Ho passato la vita sentendomi ripetere che l’egoismo e il menefreghismo sono ciò che mi manca.
“Tu devi imparare a sbattertene, Fede, sbattitene le palle…”
“Dai, ma poi ci credo che stai male, quanto stai a preoccuparti per un cretino?”
La soluzione ideale di tutti sembra dover partire da me, eppure ragionandoci una minima mi rendo conto che, forse, quella a dover cambiare non sono io. Ma nemmeno gli altri.
Rigirando la frittata, sarebbe come se io volessi convincere una persona egoista a preoccuparsi per gli altri, o una persona istintiva a razionalizzare. C’è qualcosa che stride, e striderebbe sempre.

Credo fermamente nella ricerca dell’equilibrio, perché se anche so che essendo nata quadrata non morirò mai tonda, almeno un tentativo di smussare gli angoli lo devo fare, lo devo a me stessa prima che a qualsiasi altra persona, per riuscire a trovare il punto giusto fra l’egoismo e l’altruismo.
Scendere a patti e riuscire ad essere onesti con se stessi credo sia uno degli scalini della crescita personale più alti da affrontare, perché vuol dire riuscire a spogliarsi della scorza e guardarsi negli occhi, guardarsi dentro, essere consapevoli di ciò che si è in realtà.
Perché alla fine, se non si ha bene in testa chi si è davvero non ci si potrà mai mettere in discussione veramente.

Ci vuole equilibrio, questo continuo a ripetermi.
Ci ho provato con te, e anche se eri l’ultima persona al mondo con cui pensavo che sarei riuscita a farlo, ce l’ho fatta.
Ed ora forse riesco a guardarmi con un occhio diverso, ma sopratutto vedo con un occhio diverso ciò che vivo.
Ora vedo ciò che c’è, non ciò che vorrei.

Il mio modo di essere mi porta ad una sorta di selezione naturale: se sei un egoista difficilmente riuscirai ad avere a che fare con me, tanto meno riuscirò io ad avere a che fare con te.
Mi ci sono voluti 10 anni ma alla fine la lezione, con te, l’ho imparata.
L’onestà nei miei confronti c’è stata, la lealtà e la coerenza verso il mio modo di vivere la vita pure. Ti ho teso la mano in un momento nel quale percepivo ne avessi la necessità. Tu hai deciso di non prenderla, come hai sempre fatto con tutti, ma questo è un altro paio di maniche.

Ci sono voluti 10 anni per aprire gli occhi e per rendermi conto che chi ho davanti è irrimediabilmente ed insormontabilmente troppo diverso da me per poter riuscire a rimanere l’una nella vita dell’altro.
Ci sono voluti 10 anni, una quantità immensa di bugie dette a me stessa, di tentativi di cambiamento, di attimi di sconforto, di delusioni, prima di riuscire a prendere in mano la situazione, agire e rendermi conto dell’ovvio.
Perché l’onestà nei nostri confronti ci porta ad essere in grado di vedere ciò che c’è, non ciò che vorremmo ci fosse.

Una persona come te deve essere lasciata nel suo brodo, come tu vuoi.
Ed ora che in quel brodo ci stai quasi annegando io so con certezza che non avrò mai le parole e le braccia giuste per tirartene fuori.
Sei un combattente solitario, io un animale da branco.
Differenze sostanziali di spirito, che portano ad una spaccatura naturale.
Però, in tutto il male che mi hai dato, una lezione importante l’ho imparata.

Non importa quanto poco la gente capisca, quanto il mondo tenti di cambiarmi e rendermi diversa da ciò che sono, quanto io mi sia sforzata di diventare una menefreghista cinica pensando che così avrei sofferto di meno, quanto io abbia cercato di nascondere che in fondo sono una sensibile, irrimediabile romantica sognatrice. Non importa oramai.
Perché l’unico modo che ho per poter vivere la mia vita in maniera piena e felice è accettarmi per quella che sono, sapendo che spesso darò e non otterrò niente in cambio, se non la conferma che una persona non è adatta a condividere pezzi di vita e di cuore con me.
Selezione naturale, alla fine dei conti, che però senza questa lealtà verso me stessa non potrebbe avvenire.

Giunge sempre il momento nel quale la consapevolezza arriva. Mi dispiace solo che sia arrivata con te.
E che tutto l’amore che credevo di provare in realtà non fosse nient’altro che un nulla.
Perché ora vedo ciò che c’è, non ciò che vorrei che ci fosse.

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2 comments on “Dawn

  1. Angelina
    18 May 2013

    Bellissimo pezzo. Brava Fede!!!! ❤

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This entry was posted on 18 May 2013 by .

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