Una stanza tutta per sé

The London diary & other adventures

Never ending winter

Never ending winterFa freddo. L’ho detto che fa freddo? No perché nel caso lo ripeto: fa freddo.
Un freddo che il 4 di aprile sarebbe consono solamente in Groenlandia, perché non è mica normale vedere chicchi di ghiaccio scendere dal cielo in questo periodo dell’anno. Eppure ci sono.
Che poi oddio, quando mi sono trasferita qui lo sapevo che Londra non era certo famosa per il suo clima, ma quest’anno stiamo veramente sfiorando  la disperazione.

Da brava milanese ho un concetto di inverno abbastanza rigido, il che ha fatto sì che mi adattassi con facilità ai mesi più freddi: sciarpa, cappello, calze di lana e via andare, passi lunghi e ben distesi.
Il fatto è che nonostante Milano sia ricordata per la sua nebbia, almeno noi l’estate ce l’abbiamo, ed è una vera estate, con tanto di tafani, 40 gradi, gelati che si squagliano e treni senza aria condizionata al 15 di luglio dentro ai quali si sviluppa un ecosistema parallelo. Qui no.

Il massimo che gli inglesi vivono è una/due settimane di tepore che si aggira intorno ai 25/27 gradi, un maggio inoltrato ecco, che però sembra non sbocciare mai a pieno a causa del vento gelido e maledetto che ti schiaffeggia bello bello appena il sole tramonta.
La cosa ridicola è che, nonostante il tempo schifido, tutti i negozi di abbigliamento sembrano essere entrati nel mood estivo più lanciati che mai, sfoggiando collezioni primaverili quando fuori c’è ancora 1 grado. Ricordo qualche anno fa a marzo, da Primark, andai alla ricerca di un paio di stivaletti caldi e morbidosi e l’unica cosa che trovai fu un’intera parete di sandali. Poveri noi.

La cosa che mi trae più in inganno però è la temperatura in casa, che ultimamente si aggira intorno ai 28 gradi, dato che i miei coinquilini hanno deciso che tenere i termosifoni accesi giorno e notte sia la soluzione migliore per ovviare al freddo, e da qualche settimana a questa parte mi sveglio boccheggiante alle 4 del mattino, quando camera mia ha raggiunto il clima di Sharm El Sheikh in luglio.
Dall’altro lato però ci sono i risparmiatori accaniti, sostenitori del fatto che il freddo allunghi la vita e mantenga in giovinezza, che non accendono il riscaldamento nemmeno sotto tortura, si aggirano per casa infagottati in mille felpe e dormono con tre piumoni mentre le pareti trasudano un’umidità che neanche la casa di Trainspotting, quindi tutto sommato posso ritenermi fortunata.

Che alla fine mi ci sono abituata, questo clima mi ha temprato, e ora, dopo tre anni e mezzo, ho una sopportazione del freddo decisamente più alta rispetto a quando sono arrivata, però diamine, che tortura.
E già mi vedo fra un paio di settimane, in vacanza in Italia, gironzolare in maniche di camicia mentre tutti saranno ancora con la felpa e sentirmi dire “Cazzo Fede, ma non hai freddo? Ma come fai ad andare in giro così?”.
Vieni a vivere a Londra, poi vedi come ci si riesce.

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4 comments on “Never ending winter

  1. the LondonHer
    10 April 2013

    Domani parto..torno a casa per qualche giorno! Mi auguro che il clima che troverò sia quello adatto a un normale Aprile italiano, mi auguro!! 🙂

    • Federica
      10 April 2013

      Buon viaggio tesoro!! Goditi l’Italia, io devo aspettare ancora una settimana… Spero che ora di metà aprile il tempo sia migliorato XD

      • the LondonHer
        10 April 2013

        Speriamo!! 🙂
        Ci si vede quando tornarei anche tu allora! 🙂

  2. Mi adeguo al tuo problema con questa “freddura” (non mia).
    ————–
    Cosa fanno due maiali sul divano? I porci comodi!

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