Una stanza tutta per sé

The London diary & other adventures

Qualche piccolo chiarimento!

ChiarimentiQuando ho deciso di aprire questo blog l’ho fatto con l’intenzione di scrivere sempre quello che penso, di essere sincera, verso me stessa e verso gli altri.
Tendenzialmente scrivo a proposito dei miei sentimenti e sensazioni, e proprio perché sono personali possono essere fraintesi, incompresi, forse criticati e spesso giudicati frettolosamente.
Quando ho scritto questo post non mi aspettavo che generasse così tanto trambusto, e ancora oggi dopo tempo che l’ho pubblicato rimane quello più commentato, forse perché offre un grande spunto per una discussione/polemica.

Ammetto che chi si trovasse a leggere il suddetto post senza sapere chi io sia e senza avere una minima conoscenza di ciò che penso e provo potrebbe pensare che io ce l’abbia con tutti gli italiani all’estero, ma vi posso assicurare che non è così.

Il giorno in cui ho scritto quell’articolo mi sono trovata a descrivere un episodio che si andava a sommare ad una serie di altri che mi erano già successi, e che sicuramente saranno successi anche ad altre persone all’estero, almeno una volta.
Sono stata criticata perché ho descritto un comportamento che avrebbe potuto essere anche visto con occhi diversi, sicuramente più benevoli: d’altra parte, che male c’è in un gruppo di ragazzi che ride e scherza in metropolitana? Niente, tutto sommato.
Mi sono resa conto che di base il messaggio che traspariva da quel post non era chiaro e poteva essere altamente frainteso, quindi mea culpa, avrei dovuto essere più chiara.

In tutti questi anni a Londra ho visto inglesi ubriachi, spagnoli urlanti, francesi caciaroni, e chi più ne ha più ne metta, ma non mi sono mai sentita di descrivere quegli episodi ogni volta che vi assistevo perché altrimenti questo si sarebbe trasformato in un blog di lamentele e niente di più, e la cosa mi sembrava veramente poco costruttiva.

Per ovvie ragioni gli episodi che rendono partecipi gli italiani all’estero suscitano in me una reazione diversa, li osservo con occhio più attento, come ho già scritto, sia perché io in primis sono italiana e sia perché ovviamente capisco la lingua, ma il fatto che io non abbia descritto episodi con inglesi/spagnoli/qualsiasi altra nazionalità non significa che non ce ne siano stati.
Semplicemente quelli con protagonisti degli italiani sono stati più numerosi ed hanno destato in me un’attenzione maggiore.

Mi infastidiscono le persone maleducate. Punto.
Di qualsiasi nazionalità esse siano.

Ma questo è il mio punto di vista, ognuno è libero di vederla come meglio preferisce.

Il problema non sono le risate, il rumore, il divertimento, la situazione comica.
Non sono un problema finché non si scade nella presa in giro e nella maleducazione.
Se i ragazzi del post che ho citato qua sopra non avessero iniziato a prendere in giro le signore asiatiche o a scimmiottare la voce della tube, non avrei criticato il loro comportamento, perché come ho scritto “Fino a qui niente di particolarmente anomalo [le risate ed il rumore], per un gruppo di ragazzi in vacanza studio a Londra, anche se forse a 20 anni un pizzico di contegno in più sarebbe gradito, ma sono felici, sono in vacanza..”.
È tutto quello che c’è stato di contorno che mi ha fatto alterare.

In tre anni e mezzo ho incontrato un sacco di persone meravigliose, di tutte le nazionalità, e spesso ci siamo confrontati e abbiamo discusso a proposito di stereotipi e luoghi comuni, e ne sono sempre uscita arricchita.

Eppure non capisco questa mania del dover necessariamente criticare anche persone di altre nazionalità senza potermi concentrare per una volta sugli italiani, come se fossi tenuta, per correttezza, a dover delineare anche dei lati negativi degli inglesi nell’esatto momento in cui mi cade l’occhio sugli italiani.
Come dire, un difetto a me, un difetto a te, un po’ come i bambini dell’asilo che si incolpano a vicenda.
“Noi siamo casinisti, però voi vi ubriacate come le spugne”.
Così non se ne viene a casa più, e sinceramente non è il mio modo di affrontare la cosa.

Se in quel famoso post avessi criticato gli inglesi cosa ne sarebbe uscito? Mi sarei forse sentita dire “Brava, hai ragione!” da una parte e “Se non ti piace cosa stai lì a fare?” dall’altra.
Avrei dovuto forse cominciare a scrivere un post a settimana parlando di episodi con protagonisti persone di altre nazionalità, giusto per par condicio?

Detto ciò, sottolineo ancora una volta (perché in certi casi non è mai abbastanza) che questa è la MIA visione personale della situazione, e che non mi sento in dovere di convincere nessuno, ma semplicemente di chiarire qualche punto a proposito della mia opinione riguardo gli italiani all’estero.

E concludo con quello che avevo pubblicato anche su Facebook poco dopo aver pubblicato il post incriminato.

“Giusto per essere completamente fair sotto ogni punto di vista, ci tengo a chiarire che anche gli inglesi hanno le loro pecche a volte.
Come le hanno i francesi, i tedeschi, gli spagnoli e qualsiasi altro popolo.
Per ovvie ragioni, però, come potete ben immaginare, il mio occhio casca naturalmente sugli italiani, sia perché comprendo la lingua, sia perché sono famosi per avere un certo tipo di atteggiamento.
Conosco italiani che non farebbero mai scenate del genere, e che anzi ribaltano l’immagine dell’italiota “calcio/pizza/Berlusconi/mafia” largamente, eppure mi rendo conto che non sono mai abbastanza, perché la nostra fama ci precede.
Cercare sempre i migliorarsi dovrebbe essere una prerogativa di ogni essere umano, indipendentemente dalla nazionalità.
Quindi, prima di dire “Ma gli inglesi fanno/Ma quegli altri dicono”, facciamoci un bell’esame di coscienza e ammettiamo i nostri difetti.
Per puntare il dito contro gli altri e fare scenate da asilo c’è sempre tempo, per migliorarsi un po’ meno.”

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3 comments on “Qualche piccolo chiarimento!

  1. lauryn1977
    11 May 2013

    anche ad edimburgo mi è successo. una scolaresca, con la quale abbiamo condiviso l’aereo di andata e ahimè anche del ritorno. all’aeroporto di edimburgo, quando hanno tentato di scavalcare la fila, non ho resistito, e in inglese, ho detto loro di rimettersi in coda. e se mi avessero risposto male allora gli avrei detto in italiano che li capivo benissimo peggior figura di merda di così XD

  2. Federica
    24 March 2013

    Ben detto! Ho iniziato a leggerti solo pochi minuti fa quindi non ho ancora letto il post di cui parli, ma credo non ce ne sarà bisogno visto quanto son d’accordo con te sul chiarimento! Purtroppo a Londra, in Italia o altrove c’è sempre poco tempo per correggersi e spesso poca comprensione e auto riflessione per capire che c’è bisogno di una regolata.
    Ti seguirò!
    Il mio blog è nato ieri e spero crescerà bene come il tuo. Ps che dolce la lettera a tuo papà 🙂

    • Federica
      24 March 2013

      Ti ringrazio molto 🙂 il post che ha generato questo chiarimento ha creato parecchio trambusto, non me l’aspettavo per niente. Nonostante il chiarimento però rimango convinta che le persone capiscano quello che hanno voglia o bisogno di capire, tutto il resto è rumore. Non mi sentivo in dovere di convincere nessuno, ma almeno di non lasciare niente a possibili fraintendimenti. Mi fa piacere che mi seguirai, e grazie per i complimenti! 😀

      A presto!
      Fede

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