Una stanza tutta per sé

The London diary & other adventures

In&Out

In&OutSono una persona insicura, ma questa non è una grossa scoperta.
Fin da piccola ho sviluppato questo tratto del mio carattere, tra gli alti e bassi dell’adolescenza, continuando a sperare che una volta diventata “donna” se ne sarebbe andato, o quanto meno sarebbe migliorato.

Da ragazzina era una questione prettamente fisica, mi destreggiavo fra le prese in giro per i chili di troppo e l’incessante sensazione di essere l’ombra delle mie amiche più carine, quelle che tutti si voltavano a guardare quando uscivamo in gruppo: io mi sentivo sempre il paggetto della situazione, che c’è, ma è una presenza discreta, non si nota nemmeno.
Tentavo di essere alla moda con scarsi risultati, cercando di assomigliare a loro piuttosto che far valere me stessa per ciò che ero, mi nascondevo dietro a degli stereotipi irraggiungibili sperando che la somiglianza avrebbe attenuato in qualche modo le prese in giro della gente, ma così facendo non facevo altro che peggiorare la situazione.
Con l’età fortunatamente ho imparato ad amarmi, a volermi bene e a rispettarmi, e a 25 anni credo di aver raggiunto il picco massimo, smettendola di accontentarmi e continuare a ripetermi che agli altri devo andare bene così, ma cambiando in me stessa ciò che non mi fa sentire a mio agio… via i chili di troppo.

Sembrerà una piccolezza ma in realtà è una differenza sostanziale.. il momento della consapevolezza arriva sempre inaspettato.

Ho smesso di nascondermi dietro ad un “Non VOGLIO cambiare”, e ho ammesso me stessa che in realtà “Non RIESCO a cambiare”, semplicemente per mancanza di forza di volontà.
Mancavo di costanza, di dedizione, e appena ne avevo l’occasione sgarravo clamorosamente.

So che a prima vista potrà sembrare un discorso futile, ma per la sottoscritta riuscire a raggiungere un traguardo del genere è un cambiamento radicale nella visione di me stessa e nel modo di affrontare la mia vita.
Il corpo sarà anche solo l’involucro, ma ho capito che ho il dovere, nei confronti di me stessa, di sentirmi bene, di guardarmi allo specchio e di sentirmi ancora più bella, di vedere la me di “fuori” che rispecchia la me di “dentro”.
Per me, in questo momento, riuscire ad arrivare a quella condizione fisica significa anche arrivare ad una nuova condizione mentale, riuscire a provare a me stessa che volere è potere, che riesco a prendermi cura di me tanto dentro quanto fuori e che il cibo non è un mezzo con il quale sfogare lo stress o il nervoso, è molto di più ed in quanto tale va rispettato.

Psicologicamente la mia visione del cibo è cambiata nell’esatto momento in cui ho smesso di sentirmi in dovere di mangiare, ma di mangiare semplicemente quando ne sento veramente la necessità.
Fondamentalmente sto imparando a controllare la mia mente.
Sto imparando a percepire il mio corpo in un modo diverso, ad ascoltarlo, a dargli ciò che richiede quando lo richiede e non semplicemente perché ho avuto una giornataccia e mi sento in vena di sfogare la mia rabbia repressa su un barattolo da un chilo di gelato.

Non potrei nemmeno a dire di essere a dieta, perché non mi sto imponendo niente, ho semplicemente cominciato a smettere di fornirmi scusanti ed iniziato a lavorare su me stessa da dentro.
Non so quanto Londra sia responsabile di questo, credo sia stato un cambiamento mentale assimilato con il tempo e che ora sta semplicemente prendendo piede perché le mie condizioni mentali sono predisposte a metterlo in atto, in pratica, nella vita di tutti i giorni.
Cambiamenti, un sacco di cambiamenti.

E non finiscono certo qui.

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6 comments on “In&Out

  1. Mary
    21 February 2013

    Mai ho letto un post come questo nel quale condivido ogni singola parola… come ti capisco Fede, come ti capisco… Ti chiamo così, in maniera confidenziale anche se non ti conosco, perché a volte basta semplicemente leggere dei pensieri intimi come i tuoi per farmi entrare un pò nel tuo mondo e sentirmi anch’io capita, perché anch’io mi sono sentita esattamente come te.

    In un mondo in cui tutti aspirano alla bellezza, in cui tutte le donne si descrivono come persone forti e sicure di sè, in un mondo in cui tutti vogliono sembrare invincibili… sentire che fortunatamente, come me, c’è ancora qualcuno che ha l’umiltà di ammettere le proprie debolezze è bellissimo. Mi fa capire che non siamo fortunatamente ancora tutti diventati uguali, fatti con lo stampino, a recitare la parte che la società ci impone, a cercare di raggiungere la perfezione sotto tutti i punti di vista.

    Non sono la sola ad essere così, non sono la sola a pensare queste cose, grazie. Post bellissimo.

    Mary

    • Federica
      23 February 2013

      Mary, grazie mille per il tuo commento, sono felice che il post ti sia piaciuto 🙂
      È bello sentirsi chiamare “Fede” qui, mi fa sentire proprio come a casa 😀
      Ti dirò, mentre scrivevo questo post ho pensato che qualcuno avrebbe potuto intenderlo male, in maniera frivola, quando in realtà il mio intento era completamente diverso, e sapere che invece il messaggio che volevo trasmettere é stato compreso mi riempie di gioia.
      Ammettere le proprie debolezze é l primo modo per poterle superare, piano piano, giorno dopo giorno 🙂

      Un abbraccio 🙂

  2. Andrea
    7 February 2013

    Io da quando sono qui ho lo stomaco chiuso per la tensione…magari e’ per quello!!! 🙂

    • Federica
      7 February 2013

      Eheh nel tuo caso potrebbe essere.. Nel mio dopo 3 anni e mezzo la tensione si è diluita parecchio, ma in ogni caso, qualsiasi sia il motivo, per me è tutto di guadagnato… Da quanto sei a Londra?

      Fede

      • Andrea
        7 February 2013

        Eh si…adesso pero sto morendo di fame! Cmq sono qui da ieri mezzogiorno

      • Federica
        11 February 2013

        Scusa il ritardo nella risposta… ben arrivato!! 🙂

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