Una stanza tutta per sé

The London diary & other adventures

Take your time

Take your timeNon scrivevo un post da tanto di quel tempo che stavo cominciando a farmi abbastanza schifo.
Il problema è che non sapevo davvero da dove cominciare.
Ho iniziato questo nuovo anno con una determinazione mai provata, e forse ho preferito gustarmela un po’ nella mia mente prima distogliere l’attenzione da essa e ricominciare a pensare ad altro.
Perché è sempre così per me, tutto arriva a scoppio ritardato, prima o poi arriva, sempre.
Mi sono crogiolata per un po’ nella sensazione di aver iniziato quest’anno ed aver vissuto il mio ritorno senza pensieri apparenti, ma come al solito non hanno tardato a farsi risentire, ma questa volta in maniera completamente diversa.
L’amore, l’amicizia, il futuro, il lavoro: mai come in questo momento mi sono sembrati così incerti, e forse l’unica cosa che mi lascia quel poco di spazio per la pianificazione (che io ho sempre amato tanto) è l’università, per il semplice fatto che finirà a maggio, e quindi devo giocarmi molto bene questi ultimi mesi se voglio uscire al meglio da questa avventura.
La cosa che mi lascia più stranita è che, al di la della determinazione (che sto applicando nella cura di me stessa e nei miei interessi), è che nonostante io non abbia la minima idea di dove sarò fra sei mesi, né tantomeno di cosa farò o di chi sarà al mio fianco, sono particolarmente tranquilla e placida.
Certo, penso, rifletto, ma non con quell’insistenza, con quel desiderio di voler pianificare tutte le mie mosse future, soppesando le conseguenze, che mi ha sempre caratterizzato.
È come se con il nuovo anno avessi, in parte, resettato un lato di me che qualche volta mi è stato stretto, come se mi volessi “godere” un po’ di incertezza, o forse, semplicemente, dato che non ho la minima idea di come muovermi, sto preferendo la staticità ad un movimento forzato.
Tutto cambierà nella mia vita, ancor più di quanto non sia già cambiato negli ultimi tre anni, e forse l’unica cosa logica che mi viene spontanea fare in questo momento è godermi un po’ della mia normalità, della mia routine che ho creato nell’arco di questo tempo, prima che venga travolto dall’inevitabilità dei cambiamenti futuri.
Ho preso in considerazione un paio di ipotesi, ma da tutte le parti verso cui mi giro vedo dubbi spuntare, domande che voglio rimandare a quando avrò qualche certezza in più che mi farà prendere una decisione definitiva.
Mi sento un po’ come nel periodo che precedeva la mia presa di posizione, la mia decisione di partire per Londra, durante il quale continuavo a percepire che qualcosa sarebbe cambiato radicalmente da lì a poco, ma ancora non avevo idea di cosa né di come e quando.
L’unica differenza è che ora ho 25 anni, non più 21, ed è forse giunto il momento di prendere in mano le redini della vita come si deve e di combinar qualcosa di utile per me stessa, eppure, nonostante tutto questo, mi sento in una sorta di limbo emozionale, per la prima volta, dopo tanto, troppo tempo, mi sono fermata, ho smesso di girare come una trottola e mi godo quello che sto vivendo.
Sarà Londra? Non lo so, so solo che la nuova me che sto vivendo ultimamente è parecchio diversa da quella che è arrivata qui tre anni fa.
E non mi dispiace per niente.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: