Una stanza tutta per sé

The London diary & other adventures

London days

London daysIl bello delle giornate a Londra è che puoi avere una vaga idea di come inizieranno, ma certamente non sai mai come finiranno.
Nella migliore delle ipotesi finirai in un pub a scofanarti di birra con amici, nel peggiore scoprirai i risultati degli esami che hai dato lo scorso semestre.
Esattamente ciò che è successo alla sottoscritta.

Non che ricevere i risultati abbia escluso la possibilità di andare a far festa, ma siamo solo a mercoledì e il week end è ancora lontano: meglio mantenere ancora per qualche giorno la dignità e passare il tempo senza rantolare.

Ho passato tutto, e fin qui non c’è problema, se non fosse che per mia natura tendo sempre a pretendere di più da me stessa, sempre, ogni volta, in ogni situazione.
Se penso che una volta non mi mettevo sui libri se non dopo le sfuriate di mia madre, mi sorprende non poco notare con piacere che ad oggi, alla veneranda età di 25 anni, mi piace studiare.
E non lo dico con incertezza vaga, mi piace proprio.

Londra dalle mille sorprese, chi l’avrebbe mai detto.
Una volta mi accontentavo del minimo indispensabile per poter tornare a casa e non sentire le urla incessanti di mia madre che mi rimproveravano per un 3 in matematica, oggi sono una persona nuova.
Qualcosa è scattato nella mia testa bacata e mi ha portato a diventare la secchiona che pretende di avere i massimi voti in tutte le materie, non tanto per mia madre, non tanto per i miei prof, ma proprio per me stessa.

Svegliarsi al mattino e poter permettersi di fare qualcosa che si ama è una delle aspirazioni più alte che ho nella mia vita, nonché la più difficile da realizzare, e la molla che mi ha portato all’essere secchia credo sia stata proprio questa.
Aver trovato qualcosa che amo studiare mi ha aperto le porte verso la conoscenza, di me stessa e di ciò che mi appassiona.

Oggi Londra mi guardava mentre indossavo il mio miglior sorriso, nonostante i dubbi che tutti avevano a riguardo della mia carriera scolastica, nonostante la fatica che ho fatto in passato.
Londra ha visto i miei sorrisi più belli, i più veri, quelli che nascevano solo ed unicamente dalla dedizione che ponevo nelle cose che facevo.
È incredibile quando io debba a questa città, quanto le sono debitrice, quanto mi abbia spinta davanti ai miei limiti e mi abbia obbligata ad andare oltre, sempre e comunque.

Poi beh, anche se è mercoledì una birra non si rifiuta mai, no?

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