Una stanza tutta per sé

The London diary & other adventures

Luci di casa mia

Scritto il 25 marzo 2012

Luci di casa miaOsservo il tramonto dalla mia finestra.
La luce che entra in questa casa mi illumina il viso, mentre ascolto Adele in solitudine.
Ricordo il giorno in cui sono entrata qui per la prima volta.
Ricordo come mi sentivo in quel periodo, e tutti i pensieri che mi vorticavano nella mente.
Quanto mi sentivo sola in questa giungla.
Cercavo un rifugio, un rifugio in cui costruirmi una nuova vita, un qualcosa di diverso, di speciale, di unico.
Guardo i disegni delle nuvole nel cielo, questo paesaggio che ora per me significa “casa”.
Ricordo gli inizi.
La casa vuota, deserta : niente mobili, niente internet, niente tv, niente telefono, niente soldi.
Il tutto accompagnato dalla scabbia.
Tagliata fuori dal mondo in un momento in cui avevo bisogno di tutti.
E nessun modo per raggiungerli.
Quel momento in cui ti domandi “Ma io che cazzo ci son venuta a fare qui?!”.
E non ti sai dare ancora una risposta.
E lì, in quel momento, avevo solo due scelte, o mollare o costruire e ricostruirmi.
Penso a chi mi disse “Cavolo Fede, pensa che bello fra 18 mesi quando questa casa sarà piena!”.

E’ cominciato tutto da un tavolo e quattro sedie, un aspirapolvere e un mobiletto per il bagno.
Abbiamo montato un letto, un armadio, una cassettiera.
Un porta scarpe e uno stereo.
Poi sono arrivati il ferro da stiro e lo stendino.
E i miei libri e cd.
Ora mi guardo intorno e vedo in questa casa tutte le persone che ci sono passate e che l’hanno vissuta. Nell’apri scatole di Simone, lo spremi agrumi di Sara, le forbici di Ceres, il bollitore di Jeremy, il tosta pane di Jeannette, i divani di Silvia e il porcello porta risparmi di Roberta.

Colleziono bottiglie di vino.
Quelle dei “momenti speciali”.
Il ritorno da Parigi, un compleanno, una cena.
E le tengo lì per ricordarmi ogni giorno di quante persone speciali ho conosciuto, quali esperienze ho vissuto.
Ora conosco ogni macchia sul muro o sul soffitto, ogni fessura nel pavimento, spiraglio e spiffero.
Qui dentro ho vissuto la rabbia, la disillusione, l’allegria, le discussioni e la passione.
Mi guardo intorno e vedo ciò che sono diventata, e chi devo ringraziare per essere ciò che sono.
E’ entrato l’amore in questa casa e ha dipinto le pareti di mille colori.
Osservo i fiori davanti a me e non posso non vederlo.

Mi sono persa e ritrovata fra queste quattro mura.
L’amicizia si è mostrata a me sotto una nuova forma. E con lei anche l’amore.
Ho vissuto la disillusione nell’essere sola.
Ma senza quella, non avrei capito l’importanza di tutto ciò che mi è mancato.
Ora so perché sono qui, perché non me ne sono andata, perché voglio restare.
Sorrido all’amicizia, all’amore, al mio futuro, allo sconforto, alla solitudine, alle emozioni.
Sorrido alla mia vita, a chi c’è sempre stato e vuole restare e a chi arriverà.
Io, ora, sono pronta.

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This entry was posted on 11 December 2012 by and tagged , , , , , .

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