Una stanza tutta per sé

The London diary & other adventures

Silent sunday

Silent SundayLa domenica é sempre stata uno di quei giorni insulsi ed inutili, almeno per me.
Uno di quei giorni nei quali ci si rotola nel letto, si dorme, si mangia e ci si spalma sul divano aspettando con impazienza che finisca, pur sperando che il lunedì arrivi il più tardi possibile.
Un giorno di noia in sintesi.

Pensavo questo prima di venire a vivere a Londra e di avere un’infinità tante cose e luoghi da visitare, allora sì che ho cominciato a capire il senso e l’utilità della domenica.
Dopo tre anni ho visto la maggior parte dei musei, passeggiando lungo le strade più famose, visitato i negozi più popolari e immortalato i momenti miglior nei luoghi iconici che questa città ha da offrire.
Ed é proprio per questo motivo che oggi, domenica 9 dicembre, ho pensato che la cosa migliore da fare fosse rimanere svaccata sul divano con una tazza di thé gigante, caramelle gommose, documentari sull’antico Egitto e un buon libro. Ed é esattamente ciò che ho fatto.

Il bello di vivere in una città come Londra, o in una qualsiasi grande città piena di passatempi e cose da fare é proprio il fatto che, vivendoci, si può fare tutto con molta calma, e che anzi, un pomeriggio all’insegna dell’ozio é necessario alle volte, diventa quasi terapeutico.
Quelle ore nelle quali ci si dimentica di vivere in mezzo al caos, in una città che non smette mai di respirare, di agitarsi, di guardarti con quegli occhioni luminosi sussurrandoti “Esci, c’è quella mostra fantastica, quel bar nel quale devi assolutamente andare, quel ristorante di cui tutti stanno parlando!”.

Ogni tanto dimenticarsene fa bene, avere dei momenti nei quali il rumore della tube e dei pub non é così forte da coprire quello dei pensieri e ci si può dedicare ad un pomeriggio di nulla.
Quasi, perché chissà come, chissà perché, c’è sempre qualcosa che sfugge, un pensiero che é rimasto incastrato nelle pieghe del divano e che salta fuori nei pomeriggi come questo.
Che poi in realtà lo sapevo, anzi, forse l’ho fatto apposta. Sedermi aspettando che quel pensiero arrivasse in tutta la sua forza e desse un senso a questo pomeriggio sonnacchioso.
Sarà il caso di cominciare a pensarci no?
Forse si. Forse dovrei davvero cominciare.
Ed é allora, in quel momento, che l’unica soluzione che mi é sembra logica é stata aprire Google e digitare “Top 100 companies to work for in the UK”.

Non so cosa stessi cercando, non so dove lo stessi cercando, però mi é sembrato un buon modo per muovermi in qualche direzione. Qualsiasi direzione.
L’idea di essere quasi arrivata al punto in cui dovrò imboccare un nuovo percorso della mia vita mi mette non poca ansia, specialmente dato che le mie idee confuse non aiutano per niente.
Tornare in Italia? Non se ne parla.
Restare in Inghilterra? Potrebbe essere.
Trasferirsi da qualche altra parte nel mondo? Nessuno me lo impedisce.

Raffina la ricerca, pensa ai tuoi interessi.
Mi piace il marketing ma non sono specializzata, amo la strategia ma non ho esperienza.
Mi hanno sempre detto di avere una bella parlantina, ma quando parlo con un inglese mi si attorciglia la lingua. Aspiro sempre alla perfezione, in tutto quello che faccio, e ho paura di sbagliare, sempre e comunque.

“Allow yourself to make mistakes, it’s the only way to learn..”
Grazie tante, sembra facile.
Una cosa é certa, da qualche parte bisognerà pur cominciare.
Già, ma da dove?
Comincio a domandarmi se il punto di partenza sia dentro e non fuori, smussare tutti quegli angoli che mi rendono l’incorreggibile, puntigliosa, perfezionista maniacale e per una volta lasciarmi andare a quello che é il mio futuro, qualunque esso sia.
Comincio a chiedermi se fra le pieghe del mio divano non ci sia anche questa parte di me, nascosta sotto la coperta ben tirata.

Comincio a pensare… Quanto é necessario perdersi e riscoprirsi per poter diventare delle persone migliori per noi stessi?
É giusto scendere a compromessi con sé stessi e cambiare per poter abbracciare il futuro con mani meno taglienti?
Fino a che punto é giusto cambiare senza arrivare a tradire la propria natura?

Eh, la domenica.

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This entry was posted on 9 December 2012 by and tagged , , , , .

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