Una stanza tutta per sé

The London diary & other adventures

Milano Bangkok solo andata

L’autunno a Londra è uno dei periodi dell’anno che meno gradisco, quest’anno ancora meno degli altri, forse per gli imbianchini che mi costringono a tenere le finestre aperte e i riscaldamenti spenti.
Piove quasi ininterrottamente da due settimane, c’è luce dalle 8 del mattino alle 16 e fa freddo, tanto freddo.
Lo so, lo so che Londra è famosa per il suo tempo, ma qui sembra più una preparazione al diluvio universale che un semplice cambio di stagione.
Meno male che proprio in questi momenti ho un sacco di ricordi alla mano, di viaggi verso luoghi caldi e meravigliosamente assolati, dove la temperatura minima durante l’anno non scende mai al di sotto dei 25 gradi.
Sognare ad occhi aperti a volte aiuta a superare l’inverno sapete?

Ricordo Bangkok ad agosto e mi vengono i lacrimoni, il caldo, i pantaloncini, il caldo, una bella bibita fresca, il caldo.
E va beh, l’umidità, metteteci pure quella, ma pur di avere una temperatura più alta di quella che sto affrontando ora sarei anche disposta a sopportarla.
Bangkok ad agosto, e non solo, è una meta ricca di sorprese e di taxi la cui temperatura interna non supera i 19 gradi, il che crea sbalzi di temperatura da sincope fulminante, ma poco male, si sopporta pure quello.

Partenza con uno zaino in spalla, Milano Bangkok, una Lonely Planet e qualche informazione utile presa dal sito dell’ufficio nazionale del turismo.
La Tailandia credo sia stata una delle destinazioni che mi ha messo più alla prova ma che al tempo stesso mi ha aiutato di più a superare le mie paure. E per paure intendo le lucertole.
Chi mi conosce bene sa esattamente quanto grande sia la mia fobia per questi piccoli animaletti, che se agli occhi degli altri sono teneri e pucciosi ai miei sono assolutamente repellenti.
Ma per l’amor del viaggio e della scoperta si sopportano anche le peggiori fobie, tra lucertole, salamandre, gechi tokay e varani.
Ah già, ci sono pure loro, lasciati liberi di razzolare per il Lumpini Park, nel centro di Bangkok, manco fossero delle galline nell’aia.


A Londra gli scoiattoli, a Bangkok i varani, mi sembra giusto.
È stato un viaggio illuminante, ricco di sorprese ma sopratutto di tanto, tanto caldo.
Tre settimane partendo da Bangkok per poi passare dal centro della Tailandia su fino al Triangolo d’oro, Chiang Mai, Chiang Rai e poi via verso Koh Samui, il tutto con mezzi di trasporto locali, treni o autobus.

L’ultimo viaggio prima di partire per Londra è stato quello giusto per capire i miei limiti e sopratutto per aprire gli occhi ed incrociare nuovi sguardi, porsi nuove domande, scoprire nuovi orizzonti, zaino in spalla e via.
Ci ripenso spesso, nelle giornate uggiose come questa, quando per un attimo quasi mi dimentico di che colore sia il sole e di quella sensazione meravigliosa del sole sulla pelle.
Ripenso al mercato galleggiante, all’emozione di vedere un panda in carne e ossa, gli elefanti, le scimmie, i templi imponenti e tutti i backpackers che ho incontrato lungo il viaggio.

Perché alla fine il bello di viaggiare è proprio questo, richiamare alla mente i ricordi quando il cuore e l’anima ne hanno bisogno.
Quando fa un freddo cane, sopratutto.

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