Una stanza tutta per sé

The London diary & other adventures

Amicizie 2.0

Sono un’amante dei social network, che ci posso fare?
Lo sono sempre stata in realtà, fin da quando a 15 anni mi divertivo a chattare su WinMX e Napster; mentre scaricavo ore ed ore della mia musica preferita mi piaceva entrare in contatto con le persone con cui condividevo questa passione, che avevano i miei gusti e con le quali potevo instaurare una conversazione che avesse un significato costruttivo.

Su quei social network ho conosciuto alcune delle persone che mi hanno cambiata di più e che hanno dato una direzione alla mia passione viscerale per la musica.
Ancora oggi è così anche se sono cambiata, sono cresciuta e ho meno tempo a disposizione per chattare, ma la parte social della rete continua a piacermi parecchio.
Mi piace specialmente quando mi capita di incontrare altre persone con cui condividere idee ed opinioni, con le quali il confronto è la base di ogni singola discussione.
Mi è capitato parecchie volte di conoscere amici di chat, anche se ammetto che ai tempi era parecchio diverso, non esisteva Facebook, niente profili, niente foto, niente di niente: fondamentalmente ci si faceva un’opinione della persona con cui si stava chattando solo ed unicamente tramite ciò che scriveva e da come lo scriveva.
A tratti poteva essere pericoloso, ma sicuramente ciò che si veniva a creare era un’opinione che non conosceva pregiudizi di nessun tipo.
Conoscere Via che si va mi ha fatto più o meno lo stesso effetto che provavo quando a 16 anni incontravo persone che non avevo mai chiamato per nome, ma solo per nickname.
Ancora oggi ho amici che chiamo normalmente per nickname, i nomi propri sono una formalità che non ci si addice, ed anche con lei è stato così dato che ho scoperto il suo nome solo poche ore prima di incontrarla.
L’ho conosciuta, grazie a questo blog, ed ho cominciato a seguirla su Twitter, da brava social network addicted quale sono, commentando e ritwittando i suoi post di tanto in tanto.
Ed ora mi ritrovo con lei a bere una birra a Camden Town.
Siamo sedute in questo pub e ci raccontiamo di Londra, di viaggi, di chi siamo.
Alle volte fa strano incontrare una persona alla quale non hai ancora dato un volto, è come capire finalmente e completamente i colori della sua anima, quelli che si riescono a leggere solo attraverso le sfumature degli occhi e con Via che si va è stato esattamente così.
E’ un punto di luce nel grigio di questo pomeriggio, e osservandola mi rendo conto che la sua biografia su Twitter la riassume alla perfezione: “Sorrido sempre” è la prima cosa che ho notato.
Trovare qualcuno con cui parlare di viaggi non è cosa facile, specialmente quando la discussione va ben oltre il “Dove vado in vacanza quest’estate?”, ma con lei il discorso prende forma naturalmente e ci ritroviamo ad essere d’accordo su tanti punti, dallo slow travel, al modo in cui gestiamo i nostri blog, al fatto che entrambe amiamo Londra in maniera incondizionata e assoluta.
Siamo due persone che parlano la stessa lingua, non abbiamo bisogno di girare troppo intorno al discorso, ci confrontiamo naturalmente e senza nessun tipo di impedimento.
Sapete quella sensazione strana, come di estraneità, che si prova davanti a qualcuno di cui non si conoscono i movimenti, i gesti, le espressioni, i modi di fare? Ecco, con lei non l’ho provata minimamente.
Non conta per quanto tempo si abbia chattato con quella persona, sono elementi che possono trovare una forma solo ed unicamente dopo averla vissuta sulla propria pelle, avendola di fronte.
Eppure mi sembra di conoscerla da una vita, di poter stare delle ore qui con lei a parlare di blog, viaggi, destinazioni future ed esperienze passate.
Le consiglio qualche luogo da visitare in cui non sia ancora stata dopo tutti queste visite a Londra e discutiamo parecchio riguardo come scriviamo i nostri blog, sul fatto che per noi, a differenza dei classici travel blogger, il lato umano e personale è inscindibile dall’esperienza turistica.
Non ci definiamo travel blogger, non nel senso stretto del termine almeno, ci divertiamo sempre a dare un tocco di personalità a ciò che scriviamo, descrivendo le emozioni che viviamo, senza limitarci mai.
Ci lasciamo alla fermata della tube di Camden Town, con la promessa di rivederci presto, che sia in Italia o che sia a Londra, felici di aver dato un volto ed un nome ad un’amicizia 2.0 che da oggi è molto di più.

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2 comments on “Amicizie 2.0

  1. mmm come avrei preso volentieri anche io quel the con voi due….

    • Federica
      21 November 2012

      Ci sarà sicuramente un’altra occasione… magari il nostro girovagare ci riporterà vicine e allora… un incontro è assolutamente da organizzare! 🙂

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