Una stanza tutta per sé

The London diary & other adventures

Vorrei incontrarti fra dieci anni

Ricordo ancora un pomeriggio, di quasi dieci anni fa, ce l’ho chiaro stampato in mente.
Era inverno, faceva freddo e aveva appena nevicato.
Da brava quindicenne ero nel periodo più bello della mia vita ed ovviamente non me ne rendevo assolutamente conto, vivevo dandolo per scontato, trascorrendo i miei pomeriggi con gli amici quasi credendo che saremmo potuti andare avanti tutta la vita in quel modo.


Insomma, quel pomeriggio ero, come sempre, con i miei “pezzi di cuore”, con i quali trascorrevo la maggior parte della giornata: quelle classiche compagnie che ognuno di noi ha avuto, almeno una volta nella vita, e che ci hanno reso le persone che siamo.
Definirla “classica” forse è un po’ azzardato, visto che avevamo tutto tranne che la normalità dalla nostra parte, eravamo un insieme, un marasma, un piccolo caotico universo composto dalle menti più diverse e disparate, ma la chimica che ci legava…oh, non l’ho più ritrovata con nessun altro.
Come ogni mente pensante, le nostre si ponevano le domande più diverse e fra queste c’è anche quella che oggi, in questo pomeriggio londinese, mi ha fatto ripensare a quel pomeriggio nevoso in Brianza.
“Raga, ma v’immaginate come saremo fra dieci anni?”
Concedetemi il “Raga”, a 15 anni il nostro modo di parlare era imbarazzante, a tratti sconvolgente.
Non ricordo chi decise di tirare fuori l’argomento, ne tanto meno perché, eppure ricordo benissimo la nostra reazione: dopo 30 secondi di gelo tutti scoppiammo a ridere.
Eh beh, ma che si può pretendere da dei ragazzini di quindici anni, che a malapena riescono ad organizzarsi per il prossimo week end?
Eppure, quel pomeriggio, ce ne uscimmo con le congetture più disparate, chi andrà all’università, in cosa ci si laureerà, chi si sposerà per primo (nessuno ovviamente), il lavoro, i figli, quanti avranno ancora tutti i capelli in testa (n.b. il 99% della mia compagnia era formata da ragazzi. Il 40% già a quindici anni dava segni di calvizie. Immaginateveli ora.), chi si sarà comprato casa (anche qui, nessuno sembrava prendere la cosa seriamente).
Per farla breve, passammo il pomeriggio ad ideare le più assurde teorie e visioni riguardo al nostro futuro, senza renderci conto che, in un modo o nell’altro, le nostre teorie si basavano su ciò che stavamo vivendo in quel momento: l’unico che secondo noi si sarebbe sposato era l’unico che ai tempi aveva una ragazza stabile, giusto per fare un esempio.

A distanza di dieci anni posso dire con estrema certezza che le congetture di questo tipo sono solo una manica di cazzate stratosferiche.
Se a 15 anni mi avessero detto “Federica, tu partirai per una terra lontana, abbandonerai i tuoi amici e la tua famiglia per andare incontro a giorni di disagio e di difficoltà.” avrei preso il tutto come un’autentica fregnaccia e non gli avrei dato il minimo peso.
Chi era felicemente fidanzato ora é single, chi era single ora è felicemente fidanzato, si sono stravolte le carte in tavola, la visuale si è sfuocata, in poche parole, tutto è andato all’opposto di come avevamo immaginato.
Ho venticinque anni e oggi, che ne sono passati dieci, mi rendo conto di quanto gli avvenimenti possano stravolgere tutti i piani.
Sono arrivata in un momento della mia vita in cui devo avere un obiettivo, devo agire per poter realizzare un sogno.
Non si tratta più semplicemente di sognare, ora bisogna passare all’azione e forse, sono pure in ritardo sulla tabella di marcia.
Siamo cresciuti, siamo cambiati, ci siamo divisi, siamo diventati le persone che volevamo diventare, o forse no, alcuni ci stanno ancora lavorando e stanno facendo tutto ciò che è in loro potere per riuscire ad arrivare al punto in cui, guardandosi allo specchio, saranno fieri del lavoro che hanno svolto e degli obiettivi che hanno raggiunto.
Ricordo quei ragazzini con i baggy jeans, che passavano i loro pomeriggi mangiando pizza, fumando e guardando Ali G, senza pensieri e preoccupazioni reali, che si divertivano con poco, per i quali bastava stare insieme per dare un senso alla propria giornata, che trovavano supporto gli uni negli altri.
Avevamo la nostra chimica perfetta, la nostra unione era la fonte della felicità più profonda.
Allora, in un pomeriggio come questo, ripercorro quel pomeriggio e mi pongo nuovamente la stessa domanda, pur sapendo con certezza che qualsiasi ipotesi io faccia in questo momento non sarà nemmeno lontanamente vicino a ciò che succederà.
Ora che buona parte delle mie amiche comincia a diventare madre, ora che si pensa alla convivenza, ora che cominciamo a capire che presto sarà la prossima generazione a passare i pomeriggi in una taverna davanti alla Playstation mentre noi avremo in mano le redini della vita.
Ora mi domando ancora, un’altra volta… come sarò fra dieci anni?

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6 comments on “Vorrei incontrarti fra dieci anni

  1. Il Den
    11 November 2012

    Ho una sola certezza su come saremo tra dieci anni..
    Poco importa se ci perderemo di vista per periodi siderali (già è così), ogni volta che ci ritroveremo insieme saremo tutti sempre come una volta. Non c’è un cazzo da fare, sarà così. Forse passeremo tutto il tempo a parlare dei nostri ricordi ma in ogni caso saremo sempre NOI.

    • Federica
      11 November 2012

      Vivo la distanza ogni istante della mia vita, so che sarà sempre parte delle mie giornate finché non deciderò di tornare definitivamente a casa, e non ho la minima idea di quando succederà.
      Ma hai ragione e ogni volta che rimetto i piedi, la mente ed il cuore in Brianza il mio primo pensiero va sempre a voi, ogni singola volta.
      E non passa giorno in cui non mi ripeta con certezza assoluta che se non avessi avuto voi nella mia vita non sarei nemmeno la metà della persona che sono diventata.
      Ogni volta aspetto il momento di incontrarvi come il giorno di Natale e il giorno del mio compleanno messi assieme.
      Non esiste distanza o limite temporale che può limitare l’affetto che unisce un gruppo di persone, anche i litigi più forti alla fine si diluiscono negli abbracci.
      Passeremo forse il resto della vita a ricordare com’eravamo, cosa che facciamo già, ma la verità è che ad ogni nostro incontro costruiamo nuovi tasselli della nostra storia.
      Ma quelli ci divertiremo a ricordarli fra altri dieci anni, ora non è ancora tempo 😉

  2. Skero
    4 October 2012

    essendo stato anche io in quella taverna, in quei pomeriggi, leggerne ora mi lucida un pò le pupille, molto più di tutti gli altri fattori che facevano lacrimare gli occhi ai tempi 😉 è comunque vero che la vita è uno tsunami, arriva travolge tutto e stravolge i piani, i pensieri, le idee e ci si ritrova dopo 10 anni a pensare a quanti si cambia in così poco tempo, ma si sa…tempus fugit…siamo noi a dover difendere i nostri ricordi e a tenerne vivo lo spirito. L’amicizia eterna che ci si prometteva purtroppo a volte si rivela temporanea…a volte dobbiamo lottare perchè non lo diventi ma se oggi siamo quello che siamo lo dobbiamo anche, e forse soprattutto a quei pomeriggi…Grazie fede!

  3. the LondonHer
    4 October 2012

    Amica mia…che strano effetto fa pensare a quando si era ragazzetti e poi capire che in un batter d’occhio sono passati dieci anni!!
    Ricordo che i miei pomeriggi passavano più o meno come i tuoi.. nella piazzetta, al parco o a casa di qualche amico.
    Quell’età in cui si sogna tutto e ci si promette amicizia eterna.
    Beh, sono passati anni e quasi con tutti quell’amicizia si è rivelata “temporanea” e non così eterna.
    Ma alla fine si sa..la vita fa prendere strade diverse. Cambiamo casa, paese e abitudini. Si conoscono persone nuove, gli amici cambiano e i pomeriggi anche.
    Ma nessuno ci porterà via i ricordi di quei pomeriggi. Quelli rimarranno sempre con noi.
    E sinceramente al momento non riesco proprio ad immaginarmi come sarò tra dieci anni…o forse si!
    Mah!

  4. Laura Gargiulo
    4 October 2012

    eheh, mi fai tornare indietro…10 anni fa avevo la tua età adesso, cioè 25 anni, e devo dire che la mia vita era appena cominciata. avevo mollato il mio lavoro di ragioniera per riprendere a studiare in un corso per webdesigner, speranzosa del fatto che sarebbe stata la mia nuova professione, e così è stato. mi ero da poco messa insieme ad un ragazzo, con cui finalmente durava da più di un mese, per cui ci speravo fosse quello giusto (ora è mio marito e stiamo per avere una bimba). ecco, forse quello che si spera a 25 anni ha più probabilità che si realizzi a 35, che non le cazzate appunto che si possono sparare a 15 e che puntualmente non si realizzeranno. se torno indietro ancora infatti, ricordo che volevo diventare ballerina professionista e girare il mondo XD niente di tutto ciò ehhehehe baci!!

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