Una stanza tutta per sé

The London diary & other adventures

Meet me in Amsterdam

Di ritorno dal mio week end ad Amsterdam non ho potuto fare a meno di pensare che forse, dico forse, la creazione di una sezione “Travel” sarebbe stata l’ideale per descrivere, anche solo in parte, il mio viaggio (e gli altri che seguiranno!).
Parto col dire, anzi ripetere, che non sono una travel blogger fatta e finita, ho semplicemente deciso di dare un ordine logico e chiaro a questo blog, che altrimenti rischierebbe di diventare caotico, e non voglio assolutamente che succeda.
Seconda cosa: due giorni per un viaggio sono una quantità di tempo ridicola, ma purtroppo questo ci si poteva permettere e allora questo ci siamo godute, avendo ben chiaro fin dal principio che saremmo dovute tornare per una seconda visita il prima possibile.
Proprio per questo motivo abbiamo deciso di non rinchiuderci in musei ed affini, ma di visitare la città a piedi, in lungo e in largo, per quanto ci fosse possibile nel tempo che abbiamo avuto a disposizione.

Amsterdam è meravigliosamente poetica, con i suoi canali e le sue casette storte ho avuto la sensazione di essere in un villaggio fiabesco, che ha però messo a dura prova il mio senso dell’orientamento che per due giorni buoni non ha voluto collaborare, facendomi perdere parecchie volte la consapevolezza di dove fossi, ma poco male.

Amsterdam è eco-friendly sotto tutti i punti di vista, a partire dal modo in cui i locali e i turisti la girano, e cioè in bicicletta.
Inutile dire che sono i ciclisti ad avere la precedenza su tutti ed è sempre buona cosa guardarsi attorno attentamente prima di attraversare la strada o anche solo scendere un attimo dal marciapiede, se non si vogliono avere spiacevoli incontri ravvicinati.


Amsterdam trasuda rispetto per l’ambiente, o almeno, questa è la sensazione che ho avuto personalmente durante le mie camminate lungo i canali e nel centro storico: la pulizia che regna nelle strade, le case mantenute perfettamente, i giardini ben curati, tutto fa pensare che i movimenti di chi la abita o visita abbiano come primo fine esattamente il rispetto.
Sopratutto, ho avuto la sensazione che tutto ciò nascesse naturalmente dallo spirito delle persone, non perché indotto da multe e sanzioni, ma semplicemente perché nell’ordine naturale delle cose. Rispetta la città dove vivi e lei rispetterà te.


Sarà l’abitudine al caos, che ultimamente mi sta facendo diventare quasi nevrotica, ma ammetto che inizialmente la tranquillità che regna in questa città mi ha destabilizzato. Non fraintendetemi, è stata un’esperienza meravigliosa poter godere del silenzio lungo la strada e addirittura riuscire a sentire gli uccellini cantare, ma una domenica mattina così tranquilla e quieta non mi capitava da una quantità di tempo imbarazzante, visto che ogni volta che esco di casa, qui a Londra, è praticamente impossibile riuscire a trovare un luogo abbastanza tranquillo per potersi rilassare veramente.
Ci sono i parchi, direte voi, ma in questo caso parliamo di un intero centro storico, che emana una placidità che Londra, purtroppo o per fortuna, non conosce.


Un altro fatto che mi ha colpito particolarmente è stata la bellezza e la gentilezza delle persone che abitano Amsterdam.
Valentina (mia compagna di viaggio) ed io siamo giunte alla conclusione che dev’esserci una qualche formula vincente, comprendente il movimento fisico in bicicletta, la tranquillità di una città a misura d’uomo ed un qualche altro ingrediente magico, che fa sì che gli olandesi (e le olandesi) siano incredibilmente belli e sopratutto gentili.
Inutile dire che questo piccolo, ma importante, particolare ha reso il nostro viaggio ancora più piacevole 🙂


Di tutte le città che ho visitato fino ad ora Amsterdam è quella che più mi ha dato l’impressione di essere esattamente a misura d’uomo, vivibile, con una vita notturna interessante e moltissimi eventi durante il giorno, basta una bicicletta per poterla girare facilmente, il cibo non è niente male e la gioventù è il ritratto della salute.

Verrebbe quasi da domandarsi dove sia nascosta la fregatura.

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This entry was posted on 25 September 2012 by and tagged , , , , , .

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