Una stanza tutta per sé

The London diary & other adventures

Il viaggio, secondo me.

Quando ho deciso di aprire questa pagina e questo blog non l’ho fatto con l’intenzione di dare consigli a chi volesse trasferirsi a Londra, lo ammetto. L’ho fatto per tutt’altra motivazione, aveva tutto un altro scopo, ma ovviamente i messaggi con richieste di dritte sono arrivati e io, nel mio piccolo, ho sempre cercato di dare tutte le informazioni in mio possesso.


La verità è che mi sono sempre domandata COME si vive all’estero, qualsiasi paese esso sia, quali sono i ritmi di vita, i luoghi meno turistici, i pensieri di un emigrato.
Questo mi affascina, mi intriga, mi incuriosisce da matti.
Ed è forse per questo che, ogni volta che conosco qualcuno che si è trasferito all’estero, raramente domando che cosa ha fatto prima di partire per organizzare il proprio viaggio, bensì come si è sentito una volta arrivato nel paese in questione.
Sono curiosa delle sfumature dei colori, degli stati d’animo che si vivono, della felicità, delle difficoltà incontrate sul cammino.

Eppure più giro sul web più mi accorgo che sia blogger che i “quasi” emigranti (ancora in forse) sono preoccupati moltissimo dalla premessa del viaggio che non dal viaggio stesso, a mio parere dimenticando che il cammino diventa realmente tortuoso una volta intrapreso il percorso.
Come trovare lavoro, cos’è il NIN, come trovare casa: sarò stata incosciente, ma tutto ciò mi preoccupava relativamente. Ho parlato con persone che già avevano vissuto questa avventura e che mi avrebbero potuto dare qualche dritta, ma niente di più.
Ed effettivamente, una volta trasferita, mi sono accorta che, nonostante tutta la preparazione del mondo, sarebbe stato impossibile per me riuscire a prevedere certi risvolti che il mio viaggio stava assumendo.
E ogni volta che mi viene detto “Voglio trasferirmi a Londra, come faccio a trovar casa e lavoro?” mi viene in automatico da rispondere : “Ma il resto? A tutto il resto ci hai pensato?”

Il “pre” viaggio è importante ma la sua importanza arriva fino ad un certo punto: il punto in cui ci si guarda allo specchio e si fa i conti con i propri limiti e si decide si superarli o di sottomettersi ad essi.
E’ ciò che accade durante il viaggio che ci mette veramente in discussione, che ci fa tremare la terra sotto i piedi e che spesso ci fa barcollare.

Advertisements

2 comments on “Il viaggio, secondo me.

  1. nazamdn
    12 June 2012

    Hai ragione in pieno, e’ la scoperta di come fare le cose, anche dell’errore se vuoi..
    Quando sono venuta a Londra, quasi quattro anni fa c’erano molti meno blog sull'”how-to”. Il bello dell’avventura, come non darti ragione

    • Federica
      12 June 2012

      Ma è proprio sbagliando che s’impara 🙂 C’erano meno blog, ma c’era sicuramente più voglia di mettersi in gioco secondo me.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: