Una stanza tutta per sé

The London diary & other adventures

Io viaggio da sola

“Per quante persone prenoto il tavolo?”
“Una persona, grazie”
“Ottimo!”
Credo sia stato questo il commento meno discutibile e più neutrale che abbia ricevuto durante questi giorni, ogni volta che è uscito il discorso “io viaggio da sola”.
Parliamone.

Ammesso e concesso che viaggiare soli non sia esattamente comune, non posso fare a meno di domandarmi per quale motivo le persone, tre quarti delle volte, tendano quasi a scandalizzarsi, o peggio ancora a compatirti, ad osservarti con degli occhioni che manco il gatto con gli stivali.
Stasera sedevo al ristorante a cena, esempio lampante di attività che una persona, donna o uomo che sia, generalmente affronta quanto meno in coppia.

Ed invece ero sola.
Non che la cosa mi sia pesata particolarmente, intendiamoci, se decidi di partire per un week end in solitaria metti in conto che sicuramente accadrà di ritrovarti ad un tavolo in compagnia di un libro, e anzi, ammetto di averlo apprezzato particolarmente, dato che i miei neuroni stasera non sarebbero stati in grado di seguire un discorso nemmeno se spremuti: cenare senza dover necessariamente barcamenarsi e finire a parlare con monosillabi è stato a dir poco meraviglioso.
Tutto fila finchè non senti gli occhi di qualcuno addosso, e qualcuno c’è sempre, immancabilmente. Qualcuno che si domanda: ma che cavolo ci fa a cena da sola?
O peggio ancora, qualcuno che pensa: poverina…a cena senza compagnia…
Nel primo caso abbiamo stupore, nel secondo compassione.
Ed infatti…ta dan! Anche a sto giro è successo.
Eppure non capisco…c’è qualcosa di sconveniente che non mi sovviene?
Sarà che il gentil sesso è famoso per non riuscire ad andare nemmeno alla toilette senza l’amica accompagnatrice e confidente, così facendo siamo diventate noi stesse fautrici del modo in cui la società ci etichetta.
Se fossi un ragazzo, essere umano di sesso maschile, viaggiatore solitario, sicuramente sortirei un altro effetto.
Il meglio accade nel momento in cui, la coppia che ti osserva, è proprio quella che non ha spiccicato parola dal momento in cui si è seduta al tavolo, quelle coppie tristi, annoiate, senza più fantasia né farfalle, quelle che sopravvivono solo perché non riuscirebbero a reggere il peso di una cena da soli, di entrare in un locale senza qualcuno che tenga loro la mano, quelle che l’idea di andare al cinema da soli rasenta la follia.
Allora le guardo, e non riesco a non sorridere pensando che, fra noi tre, quella che riesce a non essere spaventata da un tavolo apparecchiato per uno, è la stessa persona che viene alle volte additata da chi nella vita non ha ancora imparato che sperimentare e confrontarsi con la solitudine non è una penitenza, bensì un dono.
E sopratutto che, alle volte, è più piacevole godersi un’ottima trota salmonata e un buon bicchiere di vino in un silenzio desiderato, piuttosto che sentirsi in dovere di farcire silenzi scomodi e cenare con pane e tristezza.

Advertisements

One comment on “Io viaggio da sola

  1. venusintheworld
    19 May 2012

    ma quanto è vero?? io ho bisogno di uscire sola ogni tanto! quando devo pensare o sfogarmi fa più che bene godersi la solitudine. o anche quando vado a fare shopping, meglio sole! ovviamente anche passeggiare da sole sul corso o sul lungomare porta strane occhiate da parte di tutti.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

Information

This entry was posted on 23 April 2012 by and tagged , , , , .

Social

On Twitter

%d bloggers like this: